Garlenda ieri ha salutato una persona molto amata dalla comunità. È morto all’età di 84 anni Paolo Fabbri, per tutti “Paolo della Rosalina”, storico ristoratore che insieme alla moglie ha gestito per anni il Ristorante Rosalina.
Lascia la moglie Irene, le figlie Sonia con Luciano e Sandra con Michele, e i nipoti Marco con Roberta, Valentina e Veronica. I funerali si sono svolti ieri, 14 aprile, nella chiesa della Natività di Maria a Garlenda, in un clima di grande partecipazione e affetto.
Una vita dedicata alla famiglia e al lavoro, ma anche alla comunità. In molti lo ricordano per il suo forte senso civico, la discrezione e la disponibilità: un cittadino modello, sempre presente e attento alla vita del paese.
“Ogni volta che ci incontravamo aveva sempre un sorriso – ricorda il sindaco Alessandro Navone – e un sincero interesse per come stessero andando le cose in Comune. Era sempre pronto a dare un consiglio e una parola gentile, capace di sollevare il morale anche nei momenti difficili. Ha dato tanto a Garlenda, con discrezione fino all’ultimo. Averlo conosciuto è stato un grande dono”.
Il suo nome resta indissolubilmente legato al ristorante Rosalina, che sotto la sua gestione è diventato sinonimo di accoglienza e qualità. “Professionalità, generosità e una cucina meravigliosa – sottolinea Rosanna Canova, presidente della Pro Loco di Garlenda – hanno reso quel locale famoso e molto frequentato”. Per anni, lui e la moglie hanno accolto i bambini delle elementari per il servizio di mensa scolastica, contribuendo a educarli al gusto e alla buona alimentazione.
Costante anche il sostegno alle attività della Pro Loco, dove Fabbri ha prestato servizio come volontario cuoco durante sagre ed eventi, trasmettendo con semplicità e discrezione la sua esperienza a chi lavorava al suo fianco. Anche negli ultimi tempi, nonostante le difficoltà, continuava a farsi vedere in paese, passando anche dalla sede della Pro Loco per un saluto e una parola gentile. “I suoi insegnamenti – aggiunge Canova – sono stati preziosi, sempre dati con delicatezza, mai imposti. Ci mancherà tanto”.





