“Nel 2026, l’idea di bruciare i rifiuti ci sembra preistorica. Una scelta sbagliata, perché costosa e inquinante, che viene presa proprio quando, nel resto del mondo, si dismettono gli inceneritori e restano i problemi legati allo smaltimento delle ceneri, come avviene ad esempio a Cairo Montenotte, dove un capannone è stato saturato di polveri e la giunta regionale è scappata davanti alla nostra richiesta di chiarimenti e risposte”.
È il duro attacco dei consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Selena Candia, capogruppo in Regione, e Jan Casella, intervenuti sul tema della realizzazione dell’impianto per la combustione dei rifiuti dopo l’avviso pubblicato da Arlir, l’Agenzia regionale ligure per i rifiuti.
“Ci opporremo in ogni modo a questo progetto scellerato - affermano i consiglieri di minoranza - che mette un’ipoteca sul futuro ambientale della nostra terra. Saremo in piazza, al fianco dei cittadini e dei comitati, e daremo battaglia in aula, come abbiamo fatto nell’ultimo anno e mezzo, da quando è stata annunciata l’intenzione di costruire un inceneritore”.
Secondo i due esponenti di Avs “la Liguria non deve pagare le scelte sbagliate di Bucci quando era sindaco di Genova e non ha incrementato la raccolta differenziata”.
“I liguri non possono rinunciare alla salute e all’ambiente per alimentare il business dell’incenerimento, che porterà vantaggi solo a chi realizzerà quest’opera. Il futuro è nel potenziamento dell’economia circolare, attraverso la riduzione degli scarti produttivi, il recupero dei materiali e dei macchinari, la crescita dei settori economici a basso impatto ambientale”, concludono Candia e Casella.





