Politica - 15 aprile 2026, 11:04

Termovalorizzatore, la Giunta regionale approva la delibera, pubblicato l'avviso dell'Agenzia regionale dei rifiuti

Pubblicato il bando di Arlir. I siti della Val Bormida indicati da 5 operatori su 6. Il costo dell'investimento previsto è tra i 300 e i 380 milioni

Termovalorizzatore, la Giunta regionale approva la delibera, pubblicato l'avviso  dell'Agenzia regionale dei rifiuti

Il percorso per la realizzazione del termovalorizzatore ligure entra nella fase operativa. La cornice dell'impianto è quella definita dalla delibera approvata dalla Giunta regionale il 9 aprile, e la pubblicazione da parte dell'Agenzia dei rifiuti del bando per  l’affidamento della progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto d’ambito terminale del ciclo rifiuti”, in regime di concessione.

Le aziende avranno tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare una proposta di partenariato pubblico-privato o di project financing per progettare, costruire e gestire l’impianto destinato a chiudere il ciclo dei rifiuti in Liguria. Il costo di investimento, valutando e attualizzando i costi degli impianti esistenti presi in considerazione nelle analisi dello Studio Rina ed allineando i costi alla taglia di impianto prevista, è stimato nell’intervallo tra 300 e i  380 milioni

Le proposte dovranno rispettare requisiti minimi precisi: progetto di fattibilità, bozza di convenzione, piano economico-finanziario asseverato e indicazione dettagliata della gestione del servizio e dei requisiti del promotore.

Ma saranno soprattutto i criteri di valutazione a fare la differenza. Il punteggio premierà in particolare la sostenibilità economica dell’impianto e la sua capacità di ridurre le tariffe per i cittadini liguri, anche grazie all’eventuale integrazione con rifiuti speciali. Contano poi i tempi di realizzazione (più rapidi possibile), la localizzazione – preferibilmente nelle aree già individuate dallo studio Rina, ma con aperture ad alternative compatibili – e le compensazioni per i territori coinvolti.

Tra gli altri elementi premianti: le royalty per i Comuni, la durata della concessione, il risparmio di emissioni di CO₂ e un quadro emissivo migliorativo rispetto agli standard previsti dalle normative europee.

La Regione sottolinea che questa fase non rappresenta ancora una gara vera e propria: l’avviso serve a raccogliere proposte. Solo successivamente, dopo la valutazione della fattibilità tecnica ed economica, si procederà con l’eventuale affidamento. La pubblicazione, specifica la delibera "è finalizzata esclusivamente a sollecitare la presentazione di proposte di partenariato pubblico privato ad iniziativa privata,".

Un passaggio reso ancora più delicato dalla recente sentenza della Corte di giustizia europea (5 febbraio 2026), che ha eliminato il diritto di prelazione per il promotore nei project financing.

La fase preliminare ha già mostrato un forte interesse del mercato: sei grandi operatori – A2A, Acea, Hera, Iren, Kanadevia Inova e il raggruppamento EcoEridania-Italiana Coke – hanno risposto all’avviso esplorativo lanciato a fine 2025.

Tutte le manifestazioni hanno puntato sulla termovalorizzazione, mentre nessuna ha proposto impianti di riciclo chimico. Le dimensioni ipotizzate sono comprese tra 268mila e 350mila tonnellate annue, con possibilità di adattamento. 

Sul fronte localizzazione, la Val Bormida emerge come area più indicata (cinque proposte su sei), ma non esiste ancora alcun via libera ufficiale da parte dei territori. Il bando non richiede formalmente l’assenso preventivo dei Comuni, ma è evidente che senza un accordo politico e amministrativo il progetto rischia di fermarsi.

Nei mesi scorsi la Regione ha tentato di sondare la disponibilità di alcuni territori, tra savonese e genovese, senza ottenere risultati concreti.

La procedura sarà gestita dalla Stazione unica appaltante regionale, mentre il responsabile del progetto è già stato individuato: l’ingegnere Fernando Della Pina, direttore dell’Ambiente.

In autunno ci sarà la gara, con l’obiettivo di arrivare all’assegnazione entro la fine dell’anno. “Con la pubblicazione del nuovo avviso pubblico per la realizzazione del termovalorizzatore, Arlir - aggiunge il direttore dell'agenzia Sergio Tommasini - compie un passo concreto e decisivo verso il rafforzamento dell’autonomia impiantistica del territorio e il completamento del ciclo integrato dei rifiuti. L’obiettivo è dotare la Liguria di un’infrastruttura moderna, efficiente e sostenibile, in grado di ridurre il ricorso alla discarica e di valorizzare energeticamente la frazione non recuperabile, in linea con gli indirizzi nazionali ed europei”.

Elena Romanato

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