La qualità dell’aria in Liguria resta complessivamente buona, ma persistono criticità localizzate, in particolare a Cairo Montenotte. I dati nazionali diffusi dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente confermano anche per il 2025 un trend di miglioramento e collocano la regione tra quelle con una situazione generalmente favorevole.
Le concentrazioni di polveri sottili, sia PM10 sia PM2,5, si mantengono per la maggior parte dell’anno entro i limiti di legge e non emergono problemi strutturali legati a questi inquinanti. Gli sforamenti del valore giornaliero di PM10, fissato a 50 microgrammi per metro cubo, sono stati sporadici e quasi sempre collegati a condizioni meteorologiche sfavorevoli, come l’assenza di vento o lunghi periodi senza precipitazioni.
Un quadro che conferma un miglioramento progressivo rispetto agli anni precedenti e che rafforza l’idea di una qualità dell’aria complessivamente buona su scala regionale. Tuttavia, dietro questo scenario positivo restano alcune criticità puntuali che continuano a richiedere attenzione.
La principale riguarda il biossido di azoto: nel 2025 l’unico superamento del valore limite annuale è stato registrato a Genova, nella postazione di monitoraggio di Corso Europa/San Martino, un’area caratterizzata da traffico intenso.
Ma è soprattutto nell’entroterra savonese che si concentra la situazione più delicata. A Cairo il benzo(a)pirene continua infatti a superare il valore obiettivo, confermando una pressione ambientale legata alle attività industriali presenti nell’area. Si tratta di una criticità ormai nota e monitorata da anni, che resta il punto più sensibile del sistema regionale della qualità dell’aria.
Un altro elemento da tenere sotto osservazione è l’ozono, che si conferma l’inquinante più problematico durante la stagione estiva. Le alte temperature e la scarsità di piogge favoriscono l’accumulo di questo gas nell’atmosfera e nel 2025 è stato registrato un superamento della soglia di informazione.
Nel frattempo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha rafforzato le attività di monitoraggio e previsione. Nel corso dell’anno sono stati sviluppati nuovi modelli previsionali su scala regionale, in grado di anticipare eventuali superamenti degli inquinanti, e sistemi ad alta risoluzione per simulare la dispersione e la deposizione di sostanze pericolose in scenari di emergenza, come gli incendi, a supporto delle autorità e della tutela della salute e dell’ambiente.
La sintesi resta quindi chiara: la qualità dell’aria in Liguria migliora e, nel complesso, i valori rientrano nei limiti previsti dalla normativa. Ma alcune aree, in particolare la Val Bormida e Cairo , continuano a rappresentare un punto critico che richiede monitoraggio costante e interventi mirati, anche alla luce dei nuovi standard europei più severi che entreranno in vigore entro il 2030.





