Eventi - 17 aprile 2026, 13:37

La cultura incontra arte, relazioni e stimolazione emotiva: quattro appuntamenti nei musei per il “Progetto Alzheimer”

Una serie di visite guidate inserite nel percorso multidisciplinare “Tardi ma in tempo” che coinvolgeranno persone con Alzheimer, familiari, anziani e anche i più giovani

Il Museo Archeologico del Finale sarà la prima tappa di sabato 18 aprile

Il Museo Archeologico del Finale sarà la prima tappa di sabato 18 aprile

Quattro appuntamenti nei musei del territorio per mettere al centro il rapporto tra arte, memoria e benessere. Prenderà il via domani, sabato 18 aprile, il ciclo di visite guidate del “Progetto Alzheimer”, inserito all’interno del percorso multidisciplinare “Tardi ma in tempo”, promosso da SPIA con il sostegno della Fondazione De Mari e del Gruppo Badano.

Dopo un primo incontro introduttivo dedicato all’informazione sulla malattia tenutosi lo scorso 8 aprile nella sede finalese dell’Anmi, il progetto entra ora nel vivo con un calendario di quattro tappe pensate per coinvolgere persone con Alzheimer, familiari, anziani e anche i più giovani. Il primo appuntamento è fissato al Museo Archeologico di Finale Ligure, seguito dalle visite al Museo Diocesano di Albenga, al Museo della Ceramica di Savona con la Pinacoteca e infine al Museo Navale di Imperia.

A guidare il percorso saranno Patrizia Paccagnella, presidente dell’Associazione Famiglie Malati di Alzheimer Ponente Savonese ODV, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Nella Mazzoni e alla curatrice museale Eleonora De Vecchi. L’obiettivo è quello di proporre un’esperienza culturale che non sia solo visita, ma occasione di relazione e stimolazione emotiva.

Alla base dell’iniziativa c’è un presupposto confermato da numerosi studi: l’arte può rappresentare uno strumento efficace anche in presenza di declino neurodegenerativo, perché capace di attivare canali emozionali che resistono più a lungo rispetto alle funzioni cognitive compromesse. Le visite museali diventano così un momento condiviso tra pazienti e caregiver, utile per riscoprire capacità ancora presenti e nuove modalità di comunicazione.

Le attività sono pensate per piccoli gruppi, così da garantire un’esperienza più attenta e personalizzata. In caso di partecipazione di persone con Alzheimer, è prevista la presenza di un accompagnatore per ciascun partecipante. L’iniziativa è gratuita.

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso “Tardi ma in tempo”, nato per promuovere una migliore qualità della vita e una nuova consapevolezza del tempo e delle relazioni. “Imparare a vivere e godere del presente, della propria presenza nel qui ed ora, nel proprio luogo, nelle proprie relazioni ed anche nella solitudine” è la filosofia che guida l’intero programma, costruito grazie alla collaborazione tra numerose realtà associative del territorio.

Mattia Pastorino

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