È di qualche giorno ormai la notizia di una possibile unione delle forze tra Torino, Milano e Genova per accendere un’ambizione concreta: portare nel Nord-Ovest le Olimpiadi e Paralimpiadi estive del 2036, oppure, in alternativa, quelle del 2040 (leggi QUI). Un progetto condiviso che coinvolge anche le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, con l’obiettivo di costruire una candidatura solida, sostenibile e innovativa.
Il percorso è ufficialmente partito al termine di un incontro tra i sindaci Stefano Lo Russo, Beppe Sala e Silvia Salis, insieme ai governatori Alberto Cirio, Marco Bucci e Attilio Fontana. Un tavolo istituzionale che segna l’inizio di una sfida ambiziosa, ma tutt’altro che irrealistica.
Due delle tre grandi città coinvolte possono già contare su un’eredità olimpica importante: Torino, sede dei Giochi invernali del 2006, e Milano, appena reduce da quelli del 2026. Per Genova e la Liguria, invece, si aprirebbe una prospettiva nuova e strategica. Come sottolineato dal presidente Bucci, il territorio può offrire un valore unico: il mare, il clima favorevole e una consolidata capacità di ospitare grandi eventi in scenari di straordinaria bellezza.
E proprio guardando alla Liguria, tra suggestione e visione concreta, emerge un sogno che nel savonese ha già iniziato a prendere forma: vedere la cosiddetta “Finale Outdoor Region” trasformarsi in palcoscenico olimpico per le discipline di mountain bike.
Non si tratta di un’idea campata in aria. Finale Ligure è da anni un punto di riferimento internazionale per l’outdoor e il ciclismo fuoristrada. La località è ben conosciuta anche dalla Unione Ciclistica Internazionale, che proprio qui ha assegnato eventi di primo piano, tra cui il Campionato del Mondo Enduro in programma dal 16 al 18 ottobre 2026.
Dal primo Finalenduro del 2008, il territorio ha ospitato senza interruzioni alcune delle competizioni più prestigiose al mondo: dalle Enduro World Series al Trofeo delle Nazioni, fino alla Enduro World Cup, parte della WHOOP UCI Mountain Bike World Series, in alternanza con Pietra Ligure. Un percorso costruito nel tempo, che ha consolidato una reputazione fatta di tracciati tecnici, organizzazione impeccabile e un legame autentico con la natura e lo spirito della disciplina.
In un’eventuale Olimpiade distribuita tra città e territori, se per la Liguria Genova potrebbe essere il fulcro degli sport legati al mare, il finalese e il pietrese avrebbero tutte le carte in regola per ospitare le gare di mountain bike, offrendo scenari unici tra mare e entroterra.
Certo, al momento si tratta ancora di una visione, di un’ipotesi che mescola programmazione e immaginazione. Ma è proprio da sogni come questo che nascono i grandi progetti. E quando il territorio ha già dimostrato di poter competere ai massimi livelli internazionali, sognare diventa qualcosa di molto più concreto. Perché, in fondo, con un’offerta così, il confine tra ambizione e realtà è più sottile di quanto sembri.





