"Se un utente è stato erroneamente inserito tra coloro che non hanno ritirato il kit per i rifiuti, come sarà possibile per quell'utente fare i calcoli per l'applicazione della Tari, la tariffa in base al rifiuto realmente prodotto?"
A porre la domanda è Alice Greta Marino, dell'associazione "Cultura, diritti, sviluppo" che, alcuni giorni fa, si è vista recapitare la lettera, intestata al marito titolare della Tari, in cui Sea-S diceva che non risultava avesse ritirato il kit.
"Ho preso contatti telefonici con la Seas - spiega Marino - tempo stimato di attesa 2 minuti, con due persone in coda. L’operatrice ha risposto dopo 37 minuti. Ho riferito di aver ricevuto la lettera che segnala la mancata consegna del kit per il corretto conferimento dei rifiuti, nonostante l’utente intestatario lo abbia ritirato a luglio".
L'operatrice ha educatamente spiegato che i terminali hanno avuto alcuni problemi e che non risultava il codice delle dotazioni associate. "Mi ha quindi invitata a inoltrarlo tramite email - aggiunge Marino - ma ho fatto presente all’operatrice che è grave che per mesi molti utenti siano stati inseriti in un elenco errato, cioè utenze sprovviste di kit nonostante il ritiro dello stesso, e che sono disponibile a fornire il codice dei rotoli dei sacchetti e del mastello dell’umido".
Marino ha poi spiegato che avrebbe gradito ricevere un documento che attestasse chiaramente che il problema è imputabile ai terminali e non al mancato ritiro del kit da parte dell’utente.
A questo proposito Marino ha così chiesto di poter parlare con il responsabile dell'azienda. "Sono stata poi chiamata da un collaboratore - conclude Marino - e mi è stato spiegato il motivo del disguido e che ha riguardato solo qualche decina di persone. Ma resta il fatto che ci siano persone che risulterebbero non aver ritirato il kit e non aver conferito correttamente, mentre il kit lo avevano ritirato già mesi fa".





