Politica - 21 aprile 2026, 13:38

Piano energetico, Benifei (Pd) accusa la Regione Liguria: “Fondi sprecati e nessuna strategia sulle rinnovabili, il prezzo dell’inerzia della destra”

L’eurodeputato dem: “L’Europa ha indicato la direzione, la si segua per non lasciare indietro nessuno”

Piano energetico, Benifei (Pd) accusa la Regione Liguria: “Fondi sprecati e nessuna strategia sulle rinnovabili, il prezzo dell’inerzia della destra”

Nel dibattito sul nuovo Piano energetico regionale, intervenuto oggi in Consiglio regionale, si inserisce la posizione dell’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei, che richiama la necessità di accelerare il percorso di transizione energetica alla luce delle strategie già definite a livello europeo. Un intervento che, partendo dal quadro internazionale e comunitario, punta l’attenzione sulle ricadute concrete per la Liguria, tra criticità strutturali del territorio e ritardi accumulati nella programmazione energetica regionale.

“L’Europa ha già indicato con chiarezza la direzione - afferma l’esponente dem - dalle risorse per la transizione ecologica al Pacchetto europeo sull’energia pubblicato proprio in queste settimane come risposta all’impatto della guerra in Iran, il principio è semplice e non più rinviabile: la libertà energetica si costruisce solo attraverso la decarbonizzazione, l’efficientamento energetico e lo sviluppo massiccio delle rinnovabili. È chiaro che gas e petrolio rimangono necessari nella fase di transizione, ma continuare a dipendere dai combustibili fossili e da forniture estere significa esporre famiglie e imprese a prezzi instabili, crisi geopolitiche e bollette sempre più care. Nessun cittadino dovrebbe essere costretto a scegliere tra riscaldare la propria casa e sostenere i costi dell’energia”.

“La Liguria - continua l’eurodeputato - oggi paga anni di occasioni sprecate: la giunta di Marco Bucci e, prima ancora, quella di Giovanni Toti hanno mancato passaggi decisivi nello scorso Piano energetico ambientale regionale. Fondi del Pnrr inutilizzati, nessun target raggiunto sulle rinnovabili, scarsa pianificazione dei fondi europei FESR, ritardi nella costruzione di partnership con università e centri di ricerca — ad esempio sullo sviluppo dell’idrogeno green — e un mancato dialogo con comunità e territori. Servono garanzie concrete e tempi certi: senza un cambio di passo reale rischiamo di restare intrappolati in un sistema inefficiente. L’Unione europea pone sfide impegnative, ma necessarie per non lasciare indietro nessuno”

“In una regione già segnata da isolamento infrastrutturale, caro vita, rischio idrogeologico e fuga dei giovani, non intervenire sul piano ambientale ed energetico significa un ulteriore arretramento. Limitarsi a dichiarazioni di principio non basta: la transizione deve avvenire ora e deve essere giusta, capace di servire i cittadini e non i profitti. Investire nell’efficientamento energetico e nelle rinnovabili locali significa abbassare i costi, rafforzare la sicurezza e restituire una prospettiva economica e sociale alla Liguria”, conclude Benifei.

Redazione

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