Politica - 21 aprile 2026, 13:10

“Criteri irragionevoli e discriminatori”, il Comune di Quiliano ricorre al Tar del Lazio contro la Legge Calderoli

La classificazione rivista toglierebbe al centro savonese, in larghissima parte montuoso, lo status di Comune Montano. Isetta e Sparso: “Parametri illogici, un danno per cittadini, imprese e lavoratori del comparto agricolo”

“Criteri irragionevoli e discriminatori”, il Comune di Quiliano ricorre al Tar del Lazio contro la Legge Calderoli

Sarà il Tar del Lazio a pronunciarsi sulla delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026 che ridefinisce i criteri per la classificazione dei Comuni montani, dando così risposta al ricorso che il Consiglio comunale di Quiliano ha all’unanimità deliberato di effettuare nella seduta dello scorso 10 marzo. Il testo di legge firmato dal ministro Calderoli escluderebbe di fatto proprio il territorio quilianese dai Comuni cosiddetti “montani”.

Venerdì 17 aprile è stato notificato alle Amministrazioni resistenti il ricorso presentato dall’avvocato Roberto Damonte di Genova, il quale ha preparato una memoria articolata e complessa, comprensiva anche di alcune relazioni dettagliate degli uffici comunali. Il testo comprende l’evidenziazione di numerosi vizi di legittimità e di costituzionalità evidenziando anzitutto come i criteri enucleati nella delibera del Consiglio dei Ministri risultino “irragionevoli e discriminatori per il comune di Quiliano”.

L’analisi, che prende le mosse dalla Legge 12 settembre 2025 n. 131 (cosiddetta “Legge Calderoli”), si sofferma inoltre sulla ricostruzione della precedente legislazione e sugli effetti che la riforma rischierebbe di produrre sul territorio. Nel ricorso si evidenzia come tali effetti possano risultare particolarmente penalizzanti per la popolazione, le imprese e i lavoratori del comparto agricolo locale.

Come emerge dal testo dell’atto, i criteri adottati vengono definiti “palesemente illogici e per nulla rispondenti alle realtà territoriali rurali operanti in Liguria”, con il caso di Quiliano indicato come particolarmente significativo. In particolare, per le 61 aziende agroalimentari presenti sul territorio comunale (tra cui realtà produttrici di vini esposti all’ultima edizione del VinItaly di Verona e dell’albicocca di Valleggia) si prospetta il rischio di perdere i benefici legati ai contributi previdenziali agevolati per i dipendenti, in caso di esclusione dallo status di Comune montano. Una circostanza che potrebbe tradursi nel trasferimento delle attività nei comuni limitrofi o, nei casi più critici, in ripercussioni occupazionali.

L’attuazione della riforma viene quindi descritta nel ricorso come un potenziale grave danno per il territorio quilianese, caratterizzato da un’estensione che va dalle aree di fondovalle fino ai rilievi dell’Appennino ligure e da una distribuzione insediativa tipica dei piccoli centri montani. L’esclusione dalla classificazione comporterebbe, inoltre, la perdita di misure di sostegno economico, incentivi per imprese e giovani, agevolazioni per la residenza e l’accesso a fondi destinati allo sviluppo delle aree montane.

Attraverso l’impugnazione viene quindi contestata la legittimità della deliberazione del Consiglio dei Ministri, sia sotto il profilo procedurale sia nel merito dei criteri adottati, ritenuti non adeguati a rappresentare le specificità dei territori montani italiani. Nel ricorso si chiede inoltre al Tar del Lazio di rimettere alla Corte Costituzionale la Legge n. 131/2025, sollevando questioni di legittimità in relazione, tra l’altro, all’articolo 44, comma 2, e all’articolo 3 della Costituzione.

“La scelta di presentare un ricorso che potesse essere espressamente dedicato alle peculiarità del territorio di Quiliano, del suo tessuto socio-economico, della sua condizione morfologica e urbanistica, si è resa necessaria, in ragione delle precise caratteristiche e presupposti che, peraltro, abbiamo posto in evidenza durante tutti i tavoli originariamente avviati presso la provincia di Savona e Anci Liguria”, dichiarano il sindaco Nicola Isetta e l’assessore all’Urbanistica Valtero Sparso.

“D’intesa con i gruppi consiliari Progetto Comune e Futura Quiliano - proseguono - abbiamo coinvolto gli uffici comunali per la rilevazione degli effetti negativi potenzialmente causati dall’esclusione di Quiliano dai Comuni montani. Sono scaturite le documentazioni e le relazioni tecniche, che permettono di evidenziare nel dettaglio tutte le criticità che deriveranno dall’attuazione del nuovo Dpcm di attuazione della Legge Calderoli. È doveroso precisare, infatti, che il decreto di esclusione di Quiliano dai Comuni montani non era stato ancora pubblicato prima della data ultima del 20 aprile 2026, e di conseguenza dovevamo assolutamente impugnare la delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2026)”.

“Durante questi mesi intensi di confronti nei tavoli istituzionali, sia con Anci Liguria sia con Ali - aggiungono - ci siamo confrontati sulle tematiche in questione, e per questa ragione il nostro Comune parteciperà alle diverse iniziative intraprese a livello locale e nazionale, insieme ai Comuni esclusi per effetto di questa Legge. Il nostro impegno comune e condiviso per difendere sul piano istituzionale la comunità di Quiliano contro queste decisioni ingiuste e inaccettabili, come già accaduto in questi ultimi anni in occasione del progetto del rigassificatore, prosegue ora con questa battaglia che intendiamo portare avanti, proprio perché il nostro Comune è veramente montano, nonostante i parametri illogici e inaccettabili approvati dal Consiglio dei Ministri”.

Redazione

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