Non c’è solamente il Comune di Quiliano a ricorrere in autonomia al Tar del Lazio contro la cosiddetta “Legge Calderoli” e i nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani nell’ambito della nuova legge quadro sulla montagna approvata nel settembre 2025.
Mentre diverse amministrazioni avrebbero scelto la strada percorsa in condivisione con Anci, anche il Comune di Vezzi Portio ha impugnato con una propria azione legale la Delibera del Consiglio dei Ministri dello scorso 18 febbraio 2026 (poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale il giorno 20 dello stesso mese) e il relativo regolamento che, di fatto, lo hanno escluso dall’elenco dei Comuni Montani italiani.
Anche il ricorso presentato al tribunale laziale dal Comune di Vezzi Portio, come quello quilianese, mette nel mirino i criteri della legge 131/2025, la quale, ricorda l’Amministrazione Barbano nella sua nota, “ha come finalità il riconoscimento delle zone montane e delle loro popolazioni per superare gli svantaggi strutturali di tali territori attraverso incentivi economici, fiscali e sociali”. Ebbene, secondo quanto evidenziato, i criteri stabiliti per raggiungere qugli stessi obiettivi, basati su rigidi parametri fisici di altimetria e pendenza, sarebbero “inidonei a rappresentare le reali condizioni di svantaggio dei territori montani”, oltre che “in contrasto con i principi costituzionali e la normativa europea sulla tutela delle aree rurali e di montagna”.
Il ricorso dei legali dell’ente del comprensorio del Golfo dell’Isola, sottolinea quindi non solo la violazione di questi principi ma anche la mancanza di una motivazione idonea a superare la mancata intesa Stato-Regioni sulla definizione dei criteri e un grossolano errore tecnico nella loro applicazione. Il carattere montano del piccolo comune dell’entroterra sarebbe infatti tale anche per gli stringenti limiti imposti dal Ministero.
Il ricorso mette in risalto il fatto che la perdita della qualifica di “Comune montano” comporta un immediato danno economico, in particolare l’esclusione dalle risorse del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT), fondamentali per servizi essenziali, manutenzione ambientale e presidio territoriale.
Il primo cittadino Germano Barbano sottolinea che “il territorio di Vezzi Portio possiede caratteristiche morfologiche e altimetriche che da sempre lo connotano come area di montagna. L’esclusione dall’elenco nazionale è il risultato di parametri applicati in modo erroneo e di un procedimento con un confronto con le autonomie locali a senso unico”.
“Vezzi Portio è un comune montano - ribadisce Barbano - lo dicono la sua storia, la sua geografia, le condizioni di vita quotidiana dei suoi abitanti. Non possiamo accettare di essere cancellati da un elenco con un tratto di penna, sulla base di criteri che ignorano la realtà del nostro territorio. Abbiamo il dovere di difendere i diritti della nostra comunità e le risorse necessarie al suo sviluppo. Percorreremo questa strada fino in fondo, con determinazione”.
Con il ricorso è stata richiesta anche una sospensione cautelare degli atti impugnati, al fine di evitare danni irreversibili per l’accesso ai fondi già in corso di ripartizione.





