La coalizione di centrosinistra in Regione Liguria ha presentato oggi la proposta di modifica dello Statuto regionale ligure che prevede di inserire un riferimento alla lotta di Liberazione nell’articolo 1, dichiarando la Repubblica italiana “nata dalla Resistenza”. La richiesta di modifica è stata depositata da tutti i gruppi consiliari di opposizione (Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento Cinque Stelle, Lista Orlando Presidente) e sarà discussa in Consiglio regionale.
“Questa proposta ha un significato profondo, identitario e politico nel senso più alto del termine. È un atto di consapevolezza e di responsabilità. Riteniamo che nello Statuto, la carta fondamentale della nostra Regione, manchi un riferimento esplicito a una delle radici più profonde della nostra storia collettiva: la Resistenza. La Liguria è stata uno dei territori più intensamente coinvolti nella lotta di Liberazione. È un dato storico, documentato, concreto. Decine di migliaia di uomini e donne parteciparono alla Resistenza sul nostro territorio. Non solo combattenti, ma anche staffette, lavoratori, cittadini comuni che scelsero di opporsi al nazifascismo. Fu un fenomeno di massa, un movimento popolare diffuso, che attraversò città, fabbriche, montagne e campagne. Genova rappresenta un caso unico nella storia italiana: una grande città che si libera da sola, prima dell’arrivo degli Alleati, salvando le proprie infrastrutture e il proprio porto. Un risultato straordinario, ottenuto grazie all’azione congiunta delle formazioni partigiane e della popolazione. Ma tutta la Liguria è stata attraversata da questa esperienza: il Savonese, l’Imperiese, lo Spezzino. Ovunque si sono registrati episodi di coraggio, ma anche tragedie, rappresaglie, deportazioni, stragi”, sottolineano Selena Candia, capogruppo regionale di AVS e prima firmataria della proposta, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS.
"La Liguria e Genova sono state luoghi essenziali per la Resistenza del nostro Paese. Se la consideriamo come evento che si realizza dal '43 al '45, Genova si libera da sola, l'Appennino tosco-emiliano e la zona di confine col Piemonte sono tra le aree in cui i nazisti riportano significative sconfitte e i riconoscimenti al valore riguardano molte tra le principali realtà della Liguria. Così come purtroppo anche la Liguria è segnata da moltissime stragi che ricordano un tributo di sangue. Se invece la consideriamo come la difesa della Costituzione e dei suoi valori, Genova è stata il teatro di almeno altri due episodi che sono stati essenziali nella difesa del patrimonio della Resistenza. Vorrei ricordare la mobilitazione del 1960 contro il governo Tambroni, cioè il tentativo di sdoganare il Movimento Sociale Italiano e di includerlo in una maggioranza di governo. Le nuove generazioni di quell'epoca furono determinanti nel fermare quell'esperienza e impedire una normalizzazione della presenza dei neofascisti nelle maggioranze di governo. E poi l'episodio di Guido Rossa che vide una straordinaria risposta nell'isolare le frange estremiste e eversive che attaccavano la nostra Repubblica democratica. Quindi ci sono molte ragioni per ricordare la Resistenza sia nella dimensione storica sia nella dimensione più ampia”, ricorda Andrea Orlando, consigliere regionale del PD e coordinatore della coalizione di centrosinistra.
“Inserire nello Statuto che la Repubblica è nata dalla Resistenza è una scelta che mette al centro le fondamenta da cui nasce la nostra democrazia. La Liguria ha pagato un prezzo altissimo nella lotta di Liberazione e Genova rimane l’unica grande città italiana che si è liberata da sola prima dell’arrivo degli Alleati, un fatto che le è valso la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Da quella storia e da quei valori – libertà, democrazia, giustizia sociale – nasce ancora oggi il senso dell’azione pubblica. Colmare questa lacuna significa rafforzare il legame tra memoria e futuro, soprattutto in una fase in cui quei principi non possono essere dati per scontati. Per questo sosteniamo con convinzione questa proposta: lo Statuto deve dire con nettezza da dove veniamo e quali valori vogliamo difendere ogni giorno”, dichiara Armando Sanna, capogruppo regionale del Partito Democratico.
“È una proposta che condivido, perché colma un vuoto evidente: la Liguria è stata terra di Resistenza e questo deve trovare un riconoscimento chiaro anche nello Statuto. Non è solo un richiamo simbolico. Significa affermare da dove nasce la nostra democrazia e quali valori devono orientare l’azione della Regione. Allo stesso tempo, però, dobbiamo evitare che resti una dichiarazione di principio: ha senso solo se quei valori diventano scelte concrete, nei diritti, nel lavoro e nei servizi. Per questo la considero una proposta giusta, ma che ci impegna a essere coerenti ogni giorno”, spiega Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Orlando Presidente.
“La proposta di legge per inserire nello Statuto della Regione Liguria il riconoscimento della Resistenza come fondamento della nostra democrazia, un principio dal valore storico e civile che deve essere rispettato e difeso, ha avuto il pieno sostegno del M5S Liguria fin dalla prima ora. Pur non essendo presente per motivi di salute, ho sentito e sento il dovere di ribadire con chiarezza la necessità di difendere i valori antifascisti della nostra Costituzione. Oggi, infatti, preoccupa sempre più il riemergere di simboli, linguaggi e pratiche riconducibili al fascismo, così come un clima politico sempre più segnato da violenza ed esclusione. La storia ci dice chiaramente ormai che non possono esistere ambiguità: l’antifascismo è un valore imprescindibile della nostra Repubblica. Ricordo con profondo rispetto i partigiani e gli Internati Militari Italiani, che con il loro rifiuto del nazifascismo pagarono un prezzo altissimo, così come tutte le donne e gli uomini della Resistenza. Un ricordo che per me è anche personale. Non dimentichiamo, inoltre, il contributo spesso poco raccontato di tanti lavoratori e servitori dello Stato che hanno contribuito alla Resistenza e alla lotta per la liberazione. La libertà e la democrazia che oggi viviamo sono il frutto di quei sacrifici: per questo abbiamo il dovere di difenderle con determinazione e senza ambiguità”, conclude Stefano Giordano, capogruppo del Movimento Cinque Stelle.






