A Varazze il reddito medio dichiarato è di 28.546 euro per contribuente. A Borghetto Santo Spirito, qualche decina di chilometri più in là in Riviera, scende a 21.248. In mezzo, sulla stessa costa e nella stessa provincia, oltre settemila euro di differenza per contribuente.
Sono i numeri che emergono dalle statistiche pubblicate di recente dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, relative alle dichiarazioni IRPEF presentate nel 2025 per l'anno d'imposta 2024. Con i quali è possibile interpretare, comune per comune, i redditi dichiarati dai 211 mila contribuenti del savonese, distribuiti su 69 comuni. La fotografia racconta una provincia spaccata: una costa centrale allineata alla media nazionale, un Ponente albenganese che resta indietro.
In testa alla classifica del savonese c'è Varazze, con i suoi 28.546 euro di reddito medio per contribuente. Subito dietro Alassio (27.749), Noli (27.025) e Albisola Superiore (26.690). Il capoluogo Savona, con 26.602 euro distribuiti su 45.646 contribuenti, resta il principale polo di reddito del territorio. Finale Ligure si attesta a 26.083 euro per 8.879 dichiaranti, in linea con la media regionale. Spotorno (25.951) e Pietra Ligure (25.575) tengono la media provinciale, fissata a 25.211 euro.
Più sotto cominciano le distanze. Loano si ferma a 24.384 euro, Cairo Montenotte a 24.131. Ma è nell'estremo Ponente provinciale che il quadro si fa un po' più "stretto": Albenga, terzo comune della provincia per popolazione fiscale con 18.366 contribuenti, dichiara 22.078 euro di reddito medio. Ceriale 21.677. Borghetto Santo Spirito 21.248. Sono cifre più vicine a quelle dell'imperiese che al resto della Liguria.
Allargando lo sguardo, il savonese si colloca in posizione mediana fra le quattro province liguri. Genova guida con 27.163 euro di reddito medio per contribuente, La Spezia segue a 26.257, Savona si attesta a 25.211, Imperia chiude a 22.145. Tra Genova e Imperia il divario è di oltre cinquemila euro per contribuente: in proporzione, una distanza più ampia di quella che separa la Liguria da diverse regioni del Mezzogiorno. La regione nel suo complesso, con 26.043 euro di reddito medio, è poco sopra la media italiana, ferma a 25.125 euro.
Il dato più importante della rilevazione, però, non è la classifica geografica. È la composizione del reddito. Nella provincia di Savona il reddito da lavoro dipendente vale il 44,7% del reddito complessivo dichiarato, contro una media italiana del 54,4%: quasi dieci punti percentuali in meno. Il reddito da pensione vale invece il 34,7% del totale, contro il 30,2% nazionale: quasi cinque punti in più. A questi si aggiunge un'incidenza superiore alla media del reddito da fabbricati. In termini semplici: nel savonese il lavoro produttivo pesa meno che nel resto del Paese, mentre pensioni e rendita immobiliare pesano di più. Un quadro, ovviamente, in linea con quello che si sa della demografia locale. Lo stesso pattern si osserva, con sfumature analoghe, in tutta la Liguria.
Per dare una scala di riferimento: i comuni più ricchi d'Italia sono concentrati nell'hinterland milanese, con Basiglio in testa a 52.885 euro di reddito medio, davanti a Forte dei Marmi (43.697) e Milano (40.316). Il primo comune ligure in classifica nazionale è Pieve Ligure, sopra Genova, con 38.222 euro.
Quello che il Mef fotografa per il savonese è una provincia che tiene la media nazionale, ma poggia su un equilibrio sempre più sbilanciato verso le pensioni. In un territorio in cui oltre un terzo del reddito dichiarato proviene da chi ha già finito di lavorare, il futuro economico locale è inseparabile dalla questione demografica.





