Sono state 2.068 le ispezioni sul lavoro in Liguria “definite”, ossia quelle arrivate a conclusione. Di queste, 1.480 (pari al 71,6%) sono risultate irregolari. Quelle legate a salute e sicurezza sul lavoro sono state 795 e hanno riscontrato 1.356 violazioni, per un tasso di irregolarità dell’88,7% che raggiunge il 98,5% nell’industria. A Savona e provincia le cose continuano ad andare molto male, oltre 500 denunce di infortunio sul lavoro nei primi mesi del 2026, e l’aumento del 77,8% delle denunce per malattia professionale rispetto allo scorso anno (febbraio 2025 – febbraio 2026).
“I dati sono estremamente preoccupanti e riguardano la qualità del sistema produttivo di cui tutti si vantano e mettono a nudo un sistema basato su precarietà e bassi salari e oggi si scopre anche con un’altissima percentuale di irregolarità ed evasione ai danni di Inps e Inail”, così il Segretario Generale della Cgil Savona Andrea Pasa a ridosso della Giornata Mondiale per la salute e sicurezza di domani 28 aprile, commentando i dati ufficiali dell’INPS.
Per la Cgil di Savona sono due i livelli di intervento che toccano imprese e politica: “Non ci sarà soluzione al problema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro senza maggiori controlli e un apparato dello Stato che non deve essere solo repressivo, ma deve fare prevenzione. Servono risorse economiche e umane per potenziare le Asl territoriali, gli uffici di Inps, Inail, l’Ispettorato del territorio e serve un concreto coordinamento tra tutti gli enti. Le aziende devono sapere che possono essere controllate perché, se in un anno in Liguria si fanno solo 2 mila ispezioni a fronte di 132.857 imprese attive, significa per un’impresa avere la quasi certezza di non essere controllata”.
Mentre a Savona e provincia nel corso del 2025 sono state fatte solo 646 ispezioni, con un tasso di irregolarità delle imprese savonesi controllate del 74,3%, uno dei dati più alti della media del Nord del Paese.
Le distorsioni del sistema produttivo e del modello economico della provincia di Savona si leggono anche nei dati sulle ispezioni su salute e sicurezza sul lavoro, che parlano di un tasso di irregolarità delle imprese savonesi controllate che arriva addirittura al 91,2%.
Per la Cgil questa è la conseguenza diretta di un mercato del lavoro con un settore terziario in continuo aumento, con la rincorsa all’appalto e al subappalto e dove la precarizzazione del lavoro sta mostrando il vero volto: a Savona, anche nel corso dei primi mesi del 2026, il 90% delle nuove assunzioni è precario, insicuro e malpagato, con i giovani nella fascia di età 18-29 anni che addirittura sono occupati solo per il 17% e hanno per il 96% contratti precari.
È necessario che la politica torni a fare il proprio mestiere, orientando e sostenendo il mercato del lavoro con politiche di qualità che migliorino realmente la vita delle persone, e si richiami la responsabilità delle imprese che sono le vere responsabili di questa strage.





