La questione termovalorizzatore continua ad animare il dibattito politico in Val Bormida e non solo. Il gruppo di opposizione “Cairo in Comune”, da sempre contrario al progetto, torna a intervenire chiedendo unità contro l’iniziativa.
"Non si riesce davvero, per una volta, a fare fronte comune e a difendere insieme il nostro territorio? Perché il sindaco Lambertini non si fa promotore di un’azione forte, ad esempio promuovendo un ricorso al TAR contro tutti gli atti della Regione e dell’Agenzia dei rifiuti, coinvolgendo tutti i sindaci della valle?", si chiede la minoranza.
"Già nel 2022, come gruppo consiliare, denunciavamo il rischio che la Regione, allora guidata dal presidente Giovanni Toti, potesse realizzare un impianto di questo tipo sul nostro territorio, portando la questione in consiglio comunale. In quell’occasione il sindaco e la giunta ridimensionavano la questione, parlando di semplici ‘indiscrezioni giornalistiche’. Venivamo accusati di allarmismo e definiti visionari".
"Nel 2024, lo studio del RINA individuava Cairo e Cengio come siti preferenziali. Anche allora chiedevamo all’amministrazione di chiarire la propria posizione e di esprimere ufficialmente la contrarietà del Comune. Anche in quel caso la risposta era che non vi fosse nulla di concreto".
"Da allora, il progetto ha assunto una direzione sempre più definita sotto la guida della Regione, oggi presieduta da Marco Bucci, e cinque aziende su sei hanno manifestato interesse a realizzare l’impianto in Val Bormida. Oggi, purtroppo, si è creata una situazione concreta che si sarebbe potuta prevedere già quattro anni fa. Nel frattempo, i sindaci, invece di mostrarsi compatti, hanno finito per dividersi tra rimpalli di responsabilità, protagonismi e giochi dialettici", conclude il gruppo di opposizione.





