Attualità - 30 aprile 2026, 17:05

L’addio di Lucia Bacciu dopo quarant’anni al servizio delle istituzioni e il saluto ad una Savona "solidale e inclusiva"

Nell’ultimo Consiglio comunale della sua carriera, la segretaria generale ricorda chi l'ha accompagnata nel cammino e rende omaggio alla Città Medaglia d'Oro alla Resistenza

“Mi appresto a fare il mio ultimo appello”. Così Lucia Bacciu, segretaria generale del Comune, ha aperto il suo ultimo consiglio comunale, oggi, prima del pensionamento.

Da domani Bacciu sarà infatti in pensione, dopo anni passati nella pubblica amministrazione e, dal 2006, come segretaria generale a Savona. Una figura che mancherà sia all'amministrazione sia a chi segue Palazzo Sisto come cronista e che ha sempre trovato in lei una persona competente, pronta a spiegare le pratiche più complesse e articolate con professionalità e grande competenza.

Bacciu saluta l'amministrazione comunale e lo fa con lo stile che l'ha sempre caratterizzata: professionale, seria, capace e attenta a chi le sta intorno, riconoscendone i meriti e senza dimenticare nessuno. “Ho avuto una lunga carriera – dice Bacciu – ho conosciuto tanti sindaci e amministratori, tutti di altissimo profilo e di grande moralità. In tutti questi anni, quasi 40 come segretario comunale, ho appreso molto dagli amministratori, dai sindaci”.

E con quel senso dell'ironia che ha sempre dispensato con parsimonia, ma sempre nel momento giusto e mai fuori luogo, ricorda l'insediamento del sindaco Ilaria Caprioglio: “C'è anche qualche chiosa perché, dalla mia bassezza di statura, con il sindaco Caprioglio, dalla sua statura alta, le misi la fascia al contrario e questo suscitò ilarità”.

“Sono veramente grata – prosegue – in questa lunga carriera ho avuto modo di affrontare tantissime problematiche. Devo dire che mi sono approcciata a questa carriera con un po' di perplessità, come chi studia legge e pensa a un altro tipo di carriera. Feci questa scelta e non me ne sono mai pentita. Ho avuto grandissime soddisfazioni”. Una vita dedicata al funzionamento della macchina pubblica, “che permette agli amministratori di poter arrivare ai propri obiettivi”.

“Devo moltissimo – prosegue – a tutti gli amministratori e a tutte le persone incontrate nel corso della mia carriera”. Fa un passo indietro nel tempo, quando arriva a Savona dall'esperienza nei piccoli comuni del Piemonte, per passare al ricordo di quegli amministratori che non ci sono più. “Rivolgo un pensiero affettuoso e commosso a due grandi sindaci che hanno segnato molto la mia carriera: Roberto Peluffo a Vado, di cui sono stata per 10 anni al Comune di Vado e che ho accompagnato nel suo ultimo mandato, e il sindaco Carlo Giacobbe, con cui sono stata 5 anni”.

“Ricordo con altrettanto affetto il sindaco Licheri – continua – che mi accolse dopo i 10 anni di Vado. Venivo da un'esperienza di amministrazione attiva, un po' inusuale per chi svolge la mia carriera. Non ho mai ringraziato il sindaco Berruti che mi diede quella fiducia, ma lo faccio ora e lo ringrazio. Anche Licheri e Caprioglio che, nonostante qualcuno mi avesse appiccicato un'etichetta, mi accolsero nel loro Comune nel ruolo più alto”.

Ricorda poi i tempi difficili del piano di riequilibrio con il sindaco Caprioglio, ringrazia il personale del Comune, tutta la struttura e i dipendenti che, in quel difficile momento, “hanno lavorato a testa bassa convinti che ne saremmo venuti fuori presto”.

Una carriera che ha visto molti cambiamenti nella macchina e nella struttura amministrativa di Palazzo Sisto, che ha visto negli ultimi cinque anni l'arrivo di 200 nuove unità di personale e “questo comporta lavoro, impegno, cambio di testimone”.

“Dopo il periodo del piano di riequilibrio affrontammo il Covid, che cambiò il nostro modo di pensare - continua -. È stato un momento molto doloroso. Dovemmo inventarci procedure e modi di lavorare nuovi. Quando si insediò la nuova amministrazione, ci trovò in questo stato e ringrazio il sindaco e la sua amministrazione per la comprensione, perché eravamo una struttura stremata; avevamo la preoccupazione di non essere capiti. Il sindaco e la sua amministrazione hanno colto la richiesta che avevamo fatto, man mano che si verificavano le condizioni favorevoli, di incrementare le risorse dedicate al personale per ristorare questi sacrifici. Ora la struttura ha trovato la giusta motivazione”.

Ringrazia poi l'amministrazione, la Rsu e i sindacati, prima di passare al ricordo di quei dipendenti che non ci sono più. “Permettetemi di ricordare chi è mancato – prosegue – Hayet, esempio di integrazione e dipendente efficientissima; Nadia Zanatta, strappata violentemente alla sua famiglia e ai suoi colleghi di lavoro. Non c'è giorno che non attraversi i corridoi e non volga lo sguardo allo sportello civico: la vedo che sorride all'utenza e così voglio ricordarla. Tiziana Garbarini, la nostra Titti, che per tanti anni ha prestato la sua assistenza ai consigli comunali: anche lei ci è mancata troppo presto”

Ma c'è anche spazio per la stampa e per chi segue Palazzo Sisto come cronista, che ha sempre trovato in lei una persona disponibile e pronta a spiegare le pratiche più complesse e articolate, con professionalità e grande competenza. “Ho tante persone da ringraziare – aggiunge – non da ultimi gli organi di stampa, perché ci sono stati sempre vicini. Ogni volta che riportavano notizie sul Comune hanno avuto sempre lo scrupolo di verificare, come fa una stampa autorevole e professionale. Noi abbiamo la fortuna di averla”.

Chiude poi con l'augurio all'amministrazione di proseguire nel suo lavoro e ringrazia la famiglia. Ma il ringraziamento più grande va alla città. “Da ultimo – conclude – chiedo di rendere omaggio alla città di Savona, Medaglia d'Oro alla Resistenza. Città solidale e inclusiva, perché mi ha saputo accogliere come accoglie ogni persona che passa per diletto o per lavoro”.

Elena Romanato

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