Un sistema di raccolta rifiuti disparitario tra centro cittadino e periferie, che non rispetterebbe alcuni requisiti normativi.
Sono le osservazioni contenute in una lettera inviata ad Arera da alcune associazioni e gruppi di cittadini. A firmarla sono Alice Greta Marino per l’Associazione Diritti Cultura e Sviluppo, Franco Fenoglio per UPPI, Giulio Bronzo per il Comitato Inquilini Arte, Procopio per il Comitato Villapiana, Assoutenti e don Lupino per la chiesa del Sacro Cuore.
Una lettera dettagliata, suddivisa per punti, delle criticità che secondo i firmatari emergono. A partire dai cassonetti intelligenti in centro e dalle altre forme di raccolta nelle restanti parti della città. Una situazione che penalizzerebbe questi ultimi residenti che, “ancorché trattati in modo difforme – scrivono i firmatari – sono destinati a pagare la stessa tariffa/Tari indistintamente”.
C’è poi la Carta della qualità dei servizi che, secondo i firmatari, non sarebbe stata redatta nel rispetto delle procedure previste, senza il coinvolgimento di utenti e associazioni dei consumatori. I firmatari citano poi alcune norme: il Decreto-legge 201/2022, che impone standard di qualità e parità di trattamento nei servizi pubblici locali, il Codice dei contratti pubblici, che vieta discriminazioni nell’erogazione dei servizi, insieme al Decreto-legge 33/2023, orientato a garantire equità ed efficienza nella pubblica amministrazione. Infine viene richiamato il Decreto del 7 aprile 2025, relativo ai criteri ambientali, che prevede anche la creazione di aree dedicate al riuso e alla riparazione dei rifiuti, ritenute assenti o insufficienti.
I firmatari si rivolgono così ad Arera perché “assuma i provvedimenti del caso, in modo tale che le normative vigenti in tema di raccolta rifiuti e tutela ambientale siano applicate secondo le disposizioni di legge”.





