Aveva 42 anni, era originario della provincia di Palermo e prestava servizio come assistente capo della Polizia penitenziaria presso la Casa Circondariale di Torino, sebbene da circa due anni fosse distaccato presso la scuola di formazione di Cairo Montenotte. Ieri si è tolto la vita nella sua abitazione del capoluogo piemontese. Lascia la moglie e una figlia di sei anni.
L'ennesima tragedia che si abbatte sugli operatori del mondo carcerario. Da gennaio è già il secondo operatore a togliersi la vita: poche settimane fa un altro suicidio aveva colpito la categoria, quello di un ex agente transitato ai ruoli centrali, trovato morto nel carcere milanese di Bollate.
Dall'inizio dell'anno sono 17 i detenuti che hanno scelto di porre fine alla propria esistenza tra le mura di istituti penitenziari che, palesemente, non riescono più a tutelare la dignità di chi vi è ristretto. Ma le vittime del sistema non portano soltanto la tuta del carcere: le portano anche i agenti in divisa blu.





