Un primo passo concreto verso il pieno riconoscimento del florovivaismo come filiera strategica per il Paese e per la Liguria, dove il comparto rappresenta una delle eccellenze agricole più rilevanti. È quanto afferma Coldiretti Liguria in merito allo schema di decreto sul florovivaismo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, un provvedimento atteso da anni dalle imprese e che introduce finalmente una cornice normativa più chiara e organica per l’intero settore.
“Si tratta di un segnale importante”, sottolineano Gianluca Boeri, Presidente Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, “perché riconosce il valore di una filiera che va dalla produzione alla commercializzazione fino alla manutenzione del verde, e che in Liguria ha un peso determinante sia in termini economici che occupazionali”.
Il florovivaismo ligure, infatti, continua a confermarsi tra i motori dell’agricoltura regionale: con circa 438 milioni di euro di valore nel 2023, rappresenta oltre il 60% dell’intera produzione agricola, confermando la Liguria come seconda regione italiana del comparto. Un dato che testimonia come un fiore su tre in Italia provenga proprio dal territorio ligure.
Nonostante le difficoltà degli ultimi anni – dall’aumento dei costi energetici legati alle tensioni internazionali agli effetti del cambiamento climatico – il settore ha dimostrato una forte capacità di tenuta, con segnali positivi per fiori recisi e piante aromatiche, mentre restano criticità per alcune produzioni legate all’andamento climatico e ai mercati esteri.
“In questo contesto”, proseguono Boeri e Rivarossa, “è fondamentale che il percorso parlamentare rafforzi ulteriormente il provvedimento, mantenendone l’impianto e rendendolo sempre più aderente alle esigenze delle imprese, soprattutto in una regione come la nostra dove il florovivaismo è identità, economia e presidio del territorio”.
Sarà ora decisivo accompagnare la riforma con misure concrete di sostegno, per aiutare le aziende a fronteggiare l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà legate ai mercati internazionali, trasformando le opportunità normative in crescita reale.
“Servono strumenti stabili e una visione di lungo periodo”, concludono, “per garantire competitività a un settore che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy e un pilastro dell’economia ligure”.





