Attualità - 10 maggio 2026, 20:16

Genova saluta le penne nere con un’adunata da record di presenze: le FOTO della parata savonese

La 97esima edizione del raduno si chiude col passaggio di testimone a Brescia. La sindaca Salis chiude la tre giorni di festa lasciando alle spalle le polemiche: "Vedere la città colorarsi dei vostri colori un’emozione che scorderemo difficilmente"

Un fiume di penne nere tra i vicoli del centro storico, lungo le piazze e i viali sotto le bandiere tricolori che hanno accompagnato tre giorni di festa. La 97esima Adunata nazionale degli Alpini si chiude a Genova lasciando in eredità un primato storico: quello ligure è stato il raduno col maggior numero di presenze mai registrato in tutte le edizioni della manifestazione, tornata sotto la Lanterna a 26 anni dall'ultima volta.

A certificare il dato è stato il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, durante la cerimonia conclusiva che ha sancito il passaggio della "stecca" a Brescia, sede dell'edizione 2027. "Questa è stata, come ci auguravamo tutti e come ben ricorda il presidente di sezione, un'adunata straordinaria. È un evento realizzato certamente dagli alpini, ma costruito e vissuto insieme alla gente. Questo è il suo grande segreto", ha detto il presidente dell'Ana, insistendo sul clima respirato in città durante la manifestazione. "Quando riusciamo a creare quella sinergia e quel legame profondo che abbiamo respirato qui, l'emozione diventa fortissima. Anche per chi in questi giorni è un po' acciaccato, come me, questa esperienza ha rappresentato una carica incredibile di energia e di forza".

Quindi il richiamo ai valori storici del corpo: "Essere alpini significa qualcosa di più: vuol dire possedere un profondo senso di umanità e di solidarietà. È un tratto che accomuna tutti gli alpini, senza distinzioni", ha aggiunto Favero.

Non da meno, però, l'aria di festa respiratasi a Genova nei tre giorni, una città travolta da cori, abbracci, brindisi e sfilate che la sindaca Silvia Salis ha voluto raccontare nel suo saluto finale con parole cariche di emozione: "In questi tre giorni, Genova non è stata solo la 'Superba' città di mare che tutto il mondo conosce; è diventata la casa di una grande famiglia che ha riempito i nostri vicoli e le nostre piazze di canti, di sorrisi e di quella fratellanza che sapete trasmettere con grande entusiasmo".

La sindaca ha sottolineato il rapporto creatosi tra la città e gli alpini: "Vedere la nostra città colorarsi del vostro verde è stata un'emozione che non dimenticheremo facilmente. I vostri cori, i vostri brindisi, la vostra gioia resteranno nei nostri cuori ancora per tanti, tanti giorni – ha continuato – Abbiamo celebrato il legame profondo che unisce la nostra 'città verticale' alle vostre montagne. Abbiamo ricordato che tra il marinaio che sfida la tempesta e l'alpino che affronta la vetta non c'è distanza: entrambi sanno che davanti alla forza della natura l'uomo da solo è fragile e che il traguardo si raggiunge solo grazie alla forza del gruppo".

Il momento culminante, ha ricordato Salis, è stato quello della sfilata finale: "Vedere un fiume di penne nere scorrere tra i nostri palazzi storici e verso il mare è stata un'emozione straordinaria. Guardandovi sfilare e sfilando anche per un pezzetto di strada con voi, ho visto nei vostri occhi lo spirito di chi non lascia mai indietro nessuno".

Poi il ringraziamento alla macchina organizzativa e alla città: "Voglio ringraziare le genovesi e i genovesi per l'accoglienza, la pazienza e il senso di comunità dimostrati. Ma soprattutto, cari alpini, grazie a voi di essere stati ancora una volta con noi e di aver rispettato la nostra città". Nel finale del suo intervento la sindaca ha passato ufficialmente il testimone a Brescia: "Passiamo il testimone a una terra che, come la nostra, conosce bene il valore della fatica, del lavoro e della solidarietà alpina".

A raccogliere il simbolo dell'Adunata è stata la sindaca Laura Castelletti, che ha parlato dell'attesa vissuta dalla città lombarda: "A Brescia l'abbiamo desiderata moltissimo in questi anni – ha affermato – Se vi dico che l'abbiamo attesa per questi 26 anni, è perché abbiamo costruito la nostra candidatura coinvolgendo le istituzioni e tutta la comunità, spinti dal desiderio di raccontare lo spirito alpino attraverso la memoria, la storia e quella solidarietà che noi sindaci sperimentiamo nel quotidiano".

Castelletti ha anche raccolto idealmente la sfida lasciata da Genova: "Noi bresciani siamo abituati ad alzare sempre l'asticella, quindi proveremo a fare ancora meglio partendo dalla magnifica esperienza di Genova. È stato un evento grandioso non solo per come lo avete raccontato, ma anche per chi, come me, ha potuto viverlo in prima persona attraversando le vie di questa città meravigliosa e percependo quello spirito di comunità, quell'amicizia e quell'abbraccio che gli alpini sanno sempre donare. Sappiamo di poter contare sempre sugli alpini: nelle situazioni estreme, nei momenti di bisogno e di difficoltà, ma anche in quella quotidianità in cui la solidarietà e l'amicizia diventano pilastri fondamentali per far crescere la rete della nostra comunità". Quindi l'invito finale: "Vi aspettiamo quindi a Brescia, insieme ai nostri alpini. Arrivederci al 2027".

A nome delle tre sezioni alpine bresciane è intervenuto anche Enzo Rizzi: "Il concetto di fratellanza alpina è un elemento davvero importante. È bellissimo saper condividere la gioia di questo momento con tutti voi". Rizzi ha poi richiamato "quel sottile filo rosso che lega tutti noi alpini", spiegando che "è un legame che ci permette di affrontare le difficoltà insieme alla nostra gente, di fare squadra e di metterci al servizio della comunità nella più totale gratuità".

Genova archivia così un'Adunata destinata a restare nella storia per numeri, partecipazione e coinvolgimento popolare. Una festa che ha trasformato la città in una gigantesca comunità diffusa e che ora passa il testimone a Brescia, chiamata nel 2027 a raccogliere l'eredità dell'Adunata dei record.

C.O - I.R.

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