Eventi - 12 maggio 2026, 12:30

Laigueglia ospita un concerto dei solisti dei teatri di Stato russi. Gli ucraini contestano: "Inaccettabile, la cultura non può normalizzare la guerra"

L'associazione degli ucraini "Pokrova", attiva in Liguria, critica l'iniziativa nell'oratorio di Santa Maria Maddalena. In cartellone tre artisti russi, fra cui un maestro concertatore dell'Accademia Gnessin, la stessa che coordina il contestato Padiglione Russo alla Biennale di Venezia

Laigueglia ospita un concerto dei solisti dei teatri di Stato russi. Gli ucraini contestano: "Inaccettabile, la cultura non può normalizzare la guerra"

Un concerto lirico di tre solisti dei teatri di Stato russi, mercoledì 13 maggio, nell'oratorio di Santa Maria Maddalena nel borgo di Laigueglia. Sul programma le firme di Mozart, Bellini, Prokof'ev, Čajkovskij, Puccini, Rachmaninov, Bach e Saint-Saëns. Sul cartellone, accanto al nome dell'associazione culturale italiana "Destinazione Solaris" e della parrocchia di San Matteo, quello dell'ente "Centro dei film festival e dei programmi internazionali"; un'organizzazione autonoma russa che da oltre vent'anni opera "con il sostegno del Ministero della Cultura della Federazione Russa" e del Ministero degli Esteri di Mosca, organizzando rassegne cinematografiche e culturali in Italia. La cornice è il festival "Lanterna d'arte", che dal 2021 porta in Liguria un'agenda di scambi culturali italo-russi.

Sulla serata interviene perentoria l'associazione "Pokrova", riferimento della comunità ucraina anche sul territorio savonese, la stessa che ha affiancato lo scorso febbraio l'evento "Savona-Mariupol: Guerra in Europa" alle Officine Solimano, nel capoluogo provinciale, nel solco di un gemellaggio che lega le due città dal 1980 (LEGGI QUI). 

Il vicepresidente dell'associazione, Andrii Shabliuk, definisce l'iniziativa di Laigueglia "profondamente inopportuna" e chiede di non concedere spazio pubblico, in piena guerra di aggressione contro l'Ucraina, a rappresentanti di strutture culturali statali russe.

"Come associazione Pokrova riteniamo profondamente inopportuno concedere spazio pubblico a rappresentanti di strutture culturali statali russe mentre la Federazione Russa continua la guerra di aggressione contro l'Ucraina", afferma Shabliuk.

"Mentre artisti e cittadini ucraini combattono e muoiono difendendo il proprio Paese, la propria storia e la propria cultura - prosegue -  le istituzioni statali russe continuano a promuovere la loro presenza in Europa attraverso iniziative culturali che non possono essere considerate 'neutrali' o 'fuori dalla politica'". 

Il punto, per l'associazione savonese, non è la nazionalità degli artisti, ma il loro inquadramento istituzionale. Commenta il portavoce ucraino: "La cultura non può diventare uno strumento di normalizzazione o ripulitura dell'immagine di uno Stato responsabile di migliaia di vittime civili, deportazioni e distruzione del patrimonio culturale ucraino. Riteniamo quindi moralmente inaccettabile la collaborazione con strutture ufficiali russe durante questa guerra". 

I tre interpreti annunciati per l'evento di Laigueglia non sarebbero artisti indipendenti né dissidenti. Petr Sokolov è solista dello Helikon-Opera di Mosca, teatro musicale moscovita che opera sotto il Dipartimento alla Cultura del Comune di Mosca. Olga Zhigmitova è solista del Teatro Accademico di Opera e Balletto della Buriazia, repubblica della Federazione Russa al confine con la Mongolia, e detiene il titolo onorifico di "Artista del Popolo della Repubblica di Buriazia", riconoscimento conferito dalle autorità della repubblica. Sergej Semenov è solista di Moskonzert (l'ente concertistico storico controllato dal Dipartimento alla Cultura di Mosca) e maestro concertatore dell'Accademia Russa di Musica Gnessin, ateneo federale sotto il Ministero della Cultura della Federazione Russa.

Quest'ultimo dettaglio, in apparenza tecnico, balza all'occhio in questo momento di polemiche politico-culturali. L'Accademia Gnessin è infatti la stessa istituzione che coordina il Padiglione Russo alla Biennale Arte di Venezia. La presenza degli artisti russi ha provocato la revoca di due milioni di euro di finanziamenti europei alla Fondazione Biennale, le dimissioni in blocco della giuria internazionale, una lettera congiunta dei ministri della Cultura UE e lo scontro pubblico fra il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e il ministro Alessandro Giuli. L'Italia, all'inaugurazione, ha dovuto ricorrere a un compromesso paradossale: padiglione formalmente aperto, ma fisicamente chiuso al pubblico per via delle sanzioni, con le performance visibili solo da monitor esterni. 

Il festival "Lanterna d'arte" è attivo in Liguria dal 2021, cioè dall'anno precedente all'invasione su larga scala dell'Ucraina, e in questi anni ha proseguito la propria programmazione. La rete più ampia degli scambi culturali russo-liguri ruota attorno alla Casa Russa Arti Erzia di Genova e al Consolato Generale della Federazione Russa nel capoluogo ligure.

La parrocchia di San Matteo, che ospita l'evento nell'oratorio di Santa Maria Maddalena, è chiamata in causa dalla protesta di Pokrova non per il proprio ruolo pastorale, ma per la concessione di uno spazio identitario del territorio a un'iniziativa che, secondo l'associazione savonese, rischia di apparire come una forma di legittimazione.

Pokrova pone una questione di principio che proietta sull'intera filiera culturale italiana: "La sostenibilità etica, in tempo di guerra, della collaborazione con enti pubblici di uno Stato sotto sanzioni e accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini contro l'umanità, fra cui la deportazione di minori ucraini". 

Redazione

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