Per la prima volta Savona ospiterà un'iniziativa di preghiera per il superamento dell'omolesbobitransfobia. L’appuntamento dal titolo "Chiamati per nome" è per venerdì 22 maggio alle ore 21 nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in corso Cristoforo Colombo. L’iniziativa è aperta a tutti e tutte e curata dal gruppo I Granelli di Senape, nato all'interno dell’équipe Il Pozzo di Giacobbe del Servizio per la Pastorale Familiare della Diocesi di Savona-Noli.
Ciascuno offrirà una meditazione a partire dal versetto che ispira le celebrazioni che si terranno quest’anno "Non temere, io ti ho chiamato per nome e ti ho liberato: tu sei mio!" (Isaia 43,1). I Granelli di Senape spiega che nel corso della serata si ascolteranno "testimonianze personali che mostreranno in che modo la Chiesa possa manifestarsi come luogo di integrazione tra fede ed esperienze affettive". La veglia sarà presieduta dal vescovo monsignor Calogero Marino e vi parteciperà il pastore valdese Marco Di Pasquale.
In queste settimane è in calendario una cinquantina di eventi, di cui più di quaranta nelle città italiane, come Genova (14 maggio) e Chiavari (20 maggio) e alla presenza di sedici vescovi. La serata savonese si pone in continuità con il percorso di formazione iniziato nei mesi scorsi con gli incontri "Siamo Chiesa" con l’associazione AGEDO e il biblista don Gian Luca Carrega.
Il cammino risponde anche alla raccomandazione del cammino sinodale delle Chiese in Italia, che nel documento "Lievito di pace e di speranza" del 2025 chiede di operare affinché ogni persona si senta compresa, accolta, accompagnata e incoraggiata. Il documento invita a sostenere con la preghiera e la riflessione le giornate promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza, come quella per il superamento dell’omofobia e della transfobia, che ricorre a maggio, e mostrare vicinanza a chi è rimasto ferito da atteggiamenti giudicanti o discriminazioni anche nei contesti ecclesiali.
Già il Sinodo diocesano ha sottolineato come vi sia "una buona notizia per ogni esperienza affettiva" e invitato Il Pozzo di Giacobbe a coinvolgere anche le persone LGBT+, affinché si sentano partecipi di una Chiesa inclusiva e aperta quanto l’abbraccio di Dio.






