Nel piccolo mondo dei grandi entusiasmi locali, c’è una notizia che in questi giorni sta rimbalzando tra piazze, chat di paese e bacheche social: Murialdo è ufficialmente in corsa per l’edizione 2026 del “Premio Piccolo Comune Amico”. E, a giudicare dal tono dell’appello diffuso dal Comune, non si tratta di una semplice candidatura, ma di una vera e propria chiamata alle armi (civiche, s’intende).
“Cari concittadini”, esordisce il messaggio, con quel misto di solennità e familiarità che solo i comunicati municipali sanno avere. E subito dopo arriva la notizia: il borgo è stato selezionato per partecipare al prestigioso riconoscimento dedicato ai piccoli comuni italiani che si distinguono per eccellenze e identità territoriale.
Le categorie in gara sono quelle che raccontano l’Italia più autentica: agroalimentare, artigianato, cultura, arte e storia, oltre al premio speciale dedicato a “Aria, Acqua, Terra”. Un elenco che, letto ad alta voce, sembra quasi una poesia civile dedicata ai paesaggi minori del Paese.
Ma la parte più interessante – e più “italianamente operativa” – arriva subito dopo: per sostenere Murialdo serve il contributo di tutti. Non solo simbolico. Il Comune invita infatti i cittadini a recarsi fisicamente in sede per esprimere la propria preferenza, muniti di carta d’identità. Un ritorno quasi romantico alla partecipazione analogica, in tempi di voti digitali e click compulsivi.
La scadenza è fissata: 12 giugno. Poi, per chi ce la farà, ci sarà la finale a Roma il 9 luglio, dove le eccellenze dei piccoli comuni si contenderanno il titolo nazionale.
Nel frattempo, a Murialdo si respira un’aria da “campagna elettorale gentile”: niente slogan aggressivi, solo un invito corale a raccontare il territorio e a portarlo, voto dopo voto, un po’ più vicino alla ribalta nazionale.
E in fondo, tra agroalimentare, tradizioni e orgoglio locale, il messaggio è semplice: non serve essere grandi per farsi notare. Basta crederci insieme.





