Politica - 22 maggio 2026, 18:35

Spostamento a monte della ferrovia, Sinistra Ingauna non si arrende: “Difendere territorio e mobilità è un dovere”

“Spostare la stazione a oltre 6 km dal litorale per guadagnare una manciata di minuti è un controsenso. Il prezzo da pagare sarebbe altissimo”

Spostamento a monte della ferrovia, Sinistra Ingauna non si arrende: “Difendere territorio e mobilità è un dovere”

Interviene nel dibattito sul raddoppio ferroviario e sullo spostamento a monte della linea Sinistra Ingauna. E lo fa contestando l’idea che il Comune di Albenga debba limitarsi a prendere atto di un’opera già approvata, provando soltanto a ricavarne eventuali benefici urbanistici.

“Di fronte al dibattito sul raddoppio e sullo spostamento a monte della ferrovia, non è possibile accettare una posizione di passiva rassegnazione - scrive il gruppo nella sua nota - Sentir sostenere che il sindaco di Albenga non possa fare altro che ‘trarre il massimo vantaggio’ da un’opera già approvata (ipotizzando una futura espansione urbanistica verso l’entroterra) rappresenta una visione miope, priva di una reale valutazione del rapporto costi-benefici e del devastante impatto ambientale che la piana agricola subirebbe con l’avvio dei cantieri”.

Secondo Sinistra Ingauna, il punto centrale resta l’effettiva utilità dello spostamento a monte, soprattutto alla luce dell’attuale assetto ferroviario del territorio albenganese, col rischio di allontanare un servizio essenziale dal cuore della città senza garantire vantaggi proporzionati.

“Chi difende a oltranza questo progetto dimentica un dato fondamentale: Albenga dispone già del doppio binario fino a Loano - affermano -. Spostare la stazione a ben 6 chilometri dal litorale per guadagnare appena una manciata di minuti sui tempi di percorrenza dei treni a lungo raggio è un controsenso. Il prezzo da pagare sarebbe altissimo: l’allontanamento definitivo del servizio dal centro cittadino, che negherà a centinaia, se non a migliaia di persone, la possibilità di raggiungere la stazione a piedi”.

Nel ragionamento di Sinistra Ingauna entra anche il confronto con altri territori del Ponente: “L’esempio di Pietra Ligure, che ha preso una posizione chiara e decisa contro la perdita della propria stazione a pochi passi dal pronto soccorso, dimostra che le comunità locali sanno reagire”. Questo, aggiungendo come non si possa ignorare quanto già accaduto in altre zone della Liguria di ponente dove lo spostamento a monte è stato realizzato: “Ma è soprattutto l’esperienza del passato a doverci fare riflettere: cosa ha insegnato lo spostamento a monte già avvenuto nel ponente ligure? Quali e quanti servizi collaterali sono stati realmente creati attorno alle nuove stazioni isolate? La realtà parla di cattedrali nel deserto e di un progressivo isolamento dei territori”.

La conclusione è un appello diretto alla responsabilità politica delle amministrazioni locali, chiamate, secondo Sinistra Ingauna, a non subire passivamente decisioni assunte altrove. “I cittadini devono prendere coscienza del fatto che le amministrazioni locali non sono impotenti: hanno il diritto e il dovere politico di pronunciarsi e di fare sentire la propria voce di fronte a opere di tale portata, anche se le decisioni strategiche sono state assunte a Roma - chiosano -. Difendere il territorio, la sua agricoltura e il diritto alla mobilità dei propri cittadini non è un’opzione, è un dovere”.

Redazione

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