Cronaca - 23 maggio 2026, 09:35

Tragedia delle Maldive: chi pagava la missione? I finanziamenti nel mirino degli inquirenti

Dopo l'audizione di tre docenti dell'Università di Genova, gli investigatori vogliono ricostruire la catena economica della crociera scientifica costata la vita a cinque persone: quote degli studenti, ruolo dell'Ateneo e accordi con la società che gestiva la logistica

Tragedia delle Maldive: chi pagava la missione? I finanziamenti nel mirino degli inquirenti

Non più soltanto la dinamica dell'immersione, ma la provenienza del denaro, con precisione, che consentiva le spese della ricerca. Il fronte su cui si stanno concentrando gli accertamenti coordinati dalla Procura di Roma (competente perché la tragedia ha coinvolto cittadini italiani all'estero) è anche la struttura finanziaria della missione scientifica conclusasi giovedì 14 maggio nel sito di Dhekunu Kandu, vicino all'isola di Alimathà. Lì, dentro una grotta sommersa a una profondità di circa sessanta metri, hanno perso la vita la docente del Distav Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il biologo e neolaureato magistrale Federico Gualtieri e la guida subacquea Gianluca Benedetti.

La domanda che gli investigatori si pongono è apparentemente semplice, ma decisiva per attribuire eventuali responsabilità: chi pagava, e che cosa. Da una parte ci sono le quote versate dai partecipanti (in larga parte studenti) alla società piemontese che curava la parte logistica della spedizione. Dall'altra resta da chiarire se accanto a quelle quote esistesse anche un contributo erogato direttamente dall'Università di Genova, magari riservato alle sole Montefalcone e Oddenino, le uniche, insieme all'entomologo forense Stefano Vanin, abilitate al tipo di immersione tecnica che la crociera prevedeva.

Muriel, ormai cittadina d’adozione a Pietra Ligure, in cui aveva scelto di vivere proprio per la sua passione per il mare, era assegnista di ricerca al Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Genova.

L'Università ha sempre sostenuto di aver accreditato una missione di ricerca che non contemplava immersioni di quel genere. Vanin, sentito dalla polizia appena rientrato in Italia, ha invece ribadito il pieno coinvolgimento dell'Ateneo nella spedizione, spiegando di essere alle Maldive insieme ai propri studenti per un'attività del Distav. Una versione che ha spinto la Procura capitolina a delegare nuovi interrogatori e a chiedere alla Squadra Mobile di Genova, attraverso una subdelega, di ascoltare cinque o sei persone, numero che potrebbe ancora crescere. Sempre Vanin ha consegnato agli investigatori telefoni, computer, memorie esterne e appunti delle vittime: materiale ora al vaglio per ricostruire programmi, contatti e accordi della missione.

A complicare il quadro è intervenuta la stessa società proprietaria dell'imbarcazione da cui i sub si erano calati e nel cui organigramma figurava la guida Benedetti. L'avvocata Orietta Stella, che assiste l'azienda, ha spostato il baricentro delle decisioni operative sul gruppo dei ricercatori: la parte subacquea, ha sostenuto, era coordinata dalla ventina di persone impegnata nella crociera scientifica, ed erano loro a stabilire mete e itinerari in funzione dei prelievi e delle misurazioni da effettuare. Una linea difensiva che, di fatto, riporta verso l'ambito accademico la responsabilità delle scelte tecniche, e che intreccia inevitabilmente il piano organizzativo con quello dei finanziamenti.

Parallelamente all'inchiesta sui flussi economici prosegue l'accertamento medico-legale. Le salme delle vittime arriveranno oggi all'aeroporto di Malpensa, dove già si trova quella di Benedetti. L'incarico per le autopsie sarà conferito lunedì alle 12.30 negli uffici della Procura di Busto Arsizio. È un passaggio considerato cruciale: dovrà chiarire le cause della morte e verificare se vi siano state anomalie nella preparazione e nel caricamento delle bombole, anche se al momento l'ipotesi prevalente resta quella di un gravissimo incidente sopraggiunto in una delle fasi più impegnative dell'immersione.

L'indagine per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, dovrà ora far combaciare due ricostruzioni: quella tecnica, sulle ultime ore nella grotta, e quella economica, su chi abbia finanziato e autorizzato la spedizione.

Redazione

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