A Carcare, in una tranquilla mattina di primavera, una donna di 90 anni è diventata vittima di un furto tanto rapido quanto odioso. È accaduto giovedì nella zona di via Gaggioni, dove l’anziana si era fermata a riposare su una panchina.
Ad avvicinarla è stata una donna sulla quarantina, vestita di bianco, che con modi apparentemente gentili avrebbe attaccato discorso chiedendole se conoscesse qualcuno disposto a offrirle lavoro. “Come badante?”, avrebbe domandato l’anziana. “Anche”, la risposta della sconosciuta, prima di avvicinarsi con una scusa affettuosa, quasi un gesto di confidenza.
In pochi istanti, con abilità e destrezza, la donna avrebbe abbracciato la novantenne riuscendo a sfilarle dal collo una collana d’oro dal forte valore affettivo: un ricordo regalato dai colleghi di lavoro dopo anni di servizio. Solo in seguito, tornata a casa, la vittima si sarebbe accorta della sparizione del gioiello, inizialmente pensando di averlo smarrito tra le mura domestiche.
Il racconto è emerso soltanto oggi, tra tristezza e amarezza, attraverso la testimonianza dei familiari, che hanno deciso di condividere l’accaduto nella speranza che qualcuno possa aver notato movimenti sospetti nella zona o riconoscere la descrizione della donna.
Quello avvenuto a Carcare sarebbe il primo caso segnalato in zona con queste modalità. Il metodo utilizzato — un approccio cordiale, il contatto fisico improvviso e il furto consumato in pochi istanti — richiama però un modus operandi già noto in altri episodi ai danni di anziani, spesso presi di mira proprio per la loro vulnerabilità. Tecniche che fanno leva sulla distrazione e sulla fiducia, trasformando un semplice gesto di vicinanza in un’occasione per colpire.
Resta ora l’appello dei familiari a chiunque possa aver visto qualcosa giovedì mattina in via Gaggioni o nei dintorni: anche un dettaglio apparentemente insignificante potrebbe aiutare a ricostruire quanto accaduto.





