Cronaca - 26 maggio 2026, 11:01

Contratto cambiato unilateralmente dal datore di lavoro, il Tribunale dà ragione a una dipendente de “La Nostra Famiglia”

La sentenza riconosce il diritto all’applicazione del contratto corretto e condanna l’associazione al pagamento delle differenze retributive. La Fp Cgil: “Punto molto importante per il diritto del lavoro”

Contratto cambiato unilateralmente dal datore di lavoro, il Tribunale dà ragione a una dipendente de “La Nostra Famiglia”

Il datore di lavoro non può cambiare unilateralmente il contratto applicato ai propri dipendenti. È il principio al centro della sentenza emessa dal Tribunale di Savona nell’ambito di una “causa pilota” sostenuta dalla Funzione Pubblica Cgil savonese.

La vicenda riguarda l’Associazione “La Nostra Famiglia”, centro riabilitativo per minori, disabili e pazienti psichiatrici presente in diverse realtà italiane e con una sede anche a Varazze. Nel 2020 l’associazione aveva deciso di applicare ai propri dipendenti un nuovo contratto di lavoro, l’Aris Rsa, al posto di quello della Sanità privata, sottoscritto dalle associazioni datoriali Aris e Aiop. La stessa Aris era l’associazione datoriale di riferimento de “La Nostra Famiglia”.

Una scelta contestata dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, perché il nuovo contratto veniva ritenuto peggiorativo rispetto a quello precedentemente applicato, sia sul piano economico sia su quello normativo, con orari di lavoro più estesi e condizioni meno favorevoli. Già nel gennaio 2021 la vertenza era sfociata anche in una mobilitazione dei dipendenti della sede varazzina, sostenuti dalle sigle sindacali, per denunciare il cambio del Ccnl e chiedere il riconoscimento dei diritti maturati.

Da quella mobilitazione è nata anche la decisione di intraprendere la via giudiziaria attraverso una causa pilota, promossa da una dipendente dell’associazione con il sostegno della Fp Cgil.

“Abbiamo deciso di intraprendere questa strada principalmente per due motivi, il primo per contrastare una decisione assurda ed illegittima e il secondo per contribuire a creare giurisprudenza sul caso - commenta Stefania Druetti della Funzione Pubblica savonese - forse qualcuno pensa di poter agire in un contesto senza regole e invece la sentenza del Tribunale di Savona assegna un punto molto importante al diritto sul lavoro e come sindacato ne siamo particolarmente fieri e, forti di questo pronunciamento, andremo avanti nella battaglia per il riconoscimento del contratto corretto per gli altri dipendenti”.

Il Tribunale ha riconosciuto alla lavoratrice ricorrente il diritto all’applicazione del contratto corretto e ha condannato l’associazione a corrisponderle le differenze retributive maturate, oltre al rimborso delle spese legali.

Per la Funzione Pubblica Cgil si tratta di un pronunciamento significativo, destinato ora a pesare anche sul percorso avviato per gli altri dipendenti coinvolti nella stessa vertenza.

Redazione

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