Attualità - 29 maggio 2026, 09:45

Animali e caldo, l’appello di OSA e PAI: "Non lasciateli in auto, rischio mortale anche in pochi minuti"

"Servono città più verdi, controlli negli allevamenti e una nuova cultura del rispetto per gli animali"

Animali e caldo, l’appello di OSA e PAI: "Non lasciateli in auto, rischio mortale anche in pochi minuti"

"Con l’arrivo dei primi veri caldi estivi, per migliaia di animali iniziano giorni di sofferenza e pericolo. Bastano pochi minuti chiusi in un’auto sotto il sole o in un ambiente non ventilato perché un cane, un gatto o qualsiasi altro animale possa andare incontro a un colpo di calore, con conseguenze anche mortali". L’Osservatorio Savonese Animalista e il Partito Animalista Italiano tornano a lanciare un appello forte ai cittadini e alle istituzioni: "Gli animali non possono continuare a essere trattati come oggetti sacrificabili alla comodità umana". 

"Non lasciare mai un animale in auto, nemmeno per pochi minuti. È una pratica irresponsabile e pericolosa, che ogni estate provoca sofferenze indicibili e troppe morti evitabili. Ma il problema non riguarda soltanto i singoli comportamenti. In Italia continua a mancare una vera cultura del rispetto verso gli animali domestici. Ancora oggi troppi alberghi, ristoranti, negozi, spiagge, aree verdi ed eventi pubblici vietano l’accesso agli animali senza reali motivazioni igienico-sanitarie o di sicurezza, costringendo spesso le persone a lasciarli in macchina o sotto il sole. In molti altri Paesi europei la convivenza civile con gli animali è già una normalità; in Italia, invece, troppo spesso prevalgono arretratezza culturale e discriminazione". 

Secondo i volontari di OSA e PAI, "i sindaci dovrebbero intervenire immediatamente con ordinanze straordinarie che, in presenza di temperature elevate, garantiscano l’accesso degli animali domestici nei luoghi pubblici e negli esercizi commerciali, nel rispetto delle regole di convivenza civile. Situazioni altrettanto critiche riguardano i cani e gli altri animali detenuti in giardini, terrazze, cortili, aie o gabbie. Non basta una cuccia coperta: gli animali devono poter disporre costantemente di zone ventilate e ombreggiate, meglio se all’interno delle abitazioni, oltre ad avere sempre acqua fresca a disposizione. Lasciare un animale esposto per ore al sole significa condannarlo a sofferenze gravissime". 

"Un’ulteriore emergenza riguarda la temperatura del suolo urbano, soprattutto dell’asfalto, che nei mesi estivi raggiunge livelli tali da provocare vere e proprie ustioni alle zampe degli animali. Ogni anno gli ambulatori veterinari registrano numerosi casi di lesioni causate dal calore del manto stradale. Anche su questo fronte la politica continua a ignorare il problema: servono città meno cementificate, più alberi, più aree verdi, più ombra e meno asfalto rovente. La depavimentazione urbana e la creazione di viali alberati non sono soltanto una questione ambientale, ma anche di tutela animale e salute pubblica", proseguono. 

"Resta poi drammatica la situazione negli allevamenti intensivi, dove migliaia di maiali, galline, bovini e ovini vengono rinchiusi in capannoni sovraffollati, trasformati d’estate in veri forni. In strutture che imprigionano 50.000 galline o 5.000 maiali, un impianto di ventilazione guasto o insufficiente può trasformarsi in una strage silenziosa". OSA e PAI chiedono alle ASL e ai NAS dei Carabinieri "controlli immediati, rigorosi e continui, perché dietro le mura degli allevamenti intensivi si consumano sofferenze che troppo spesso restano invisibili all’opinione pubblica". 

"Ancora più crudele è il trasporto estivo degli animali vivi sugli autoarticolati, sotto temperature torride e in condizioni incompatibili con qualsiasi principio di rispetto e civiltà. Migliaia di animali affrontano viaggi interminabili verso il macello tra sete, paura e sofferenza. Parlare di benessere animale senza affrontare questo sistema è pura ipocrisia", concludono le associazioni. 

Redazione

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