Nuovo furto del defibrillatore in via Abate, a Lavagnola, quartiere di Savona, a breve distanza dal precedente episodio. Il dispositivo salvavita, installato dalla Croce Bianca per garantire un intervento rapido in caso di emergenze cardiache, è stato trafugato dopo che ignoti hanno forzato e danneggiato la teca in plexiglass che lo custodiva.
La scoperta è stata fatta dai volontari della Croce Bianca, che hanno trovato la bacheca divelta e il defibrillatore scomparso. Un episodio che ha riacceso rabbia e amarezza tra chi, ogni giorno, si dedica al soccorso e alla formazione sanitaria sul territorio.
"C’è molta amarezza perché nel giro di poco tempo è stato rubato di nuovo e non riusciamo a capire se si tratti di un dispetto o di altro. È difficile comprendere il perché di gesti simili", raccontano dall’associazione. "Ci chiediamo se abbia senso continuare così. I nostri volontari fanno grandi sacrifici, anche dopo il lavoro, per garantire corsi e attività. Poi accadono episodi come questo e resta solo lo sconforto".
Il furto del defibrillatore non rappresenta solo un danno materiale, ma un colpo alla sicurezza dell’intera comunità. Questi dispositivi, infatti, possono fare la differenza tra la vita e la morte, soprattutto in aree lontane dai presidi sanitari, dove spesso sono l’unico mezzo per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco.





