È morto a 96 anni Pietro Tambresoni, per tutti Piero. Commerciante, ex amministratore e ceramista, era una figura nota a Pietra Ligure. Si è spento nella Residenza Protetta Madre Rubatto di Loano.
Aveva lavorato sedici anni come ufficiale marconista di bordo, addetto alle comunicazioni radio sulle navi. Lasciato il mare, per trent'anni aveva gestito il negozio "Gigi", di casalinghi, regali e souvenir, in corso Italia, ed era stato presidente dei commercianti pietresi. Tra il 1975 e il 1980 aveva ricoperto la carica di assessore allo sport, turismo e polizia urbana a Ranzi, nella giunta del sindaco Nicolò Tortarolo.
Da autodidatta si era dedicato alla pittura e alla scultura, e soprattutto alla ceramica. Aveva l'atelier a Ranzi e aveva esposto in diverse mostre in Liguria. Il soggetto ricorrente del suo lavoro era il cavallo.
Legato alla parrocchia di Ranzi, dove aveva ricevuto l'incarico di accolito, si era impegnato in diverse iniziative di solidarietà.
Lascia la moglie Maria Grazia, i figli Pierluigi, Alessandro con Lilli e Salì, la nuora Marina, il genero Davide e i nipoti Nicolò, Martina, Tommaso e Francesco.
I funerali si terranno oggi, mercoledì 3 giugno, alle 15 nella basilica di San Nicolò, a Pietra Ligure.
Del suo modo di intendere l'arte ha scritto il critico Nicola Davide Angerame: "L'arte è anche un luogo di amicizia. Malgrado la critica e la storia dell'arte ci abbiano convinto che sia una guerra di tutti contro tutti per la preminenza di una sola visione del mondo e della bellezza, nel fare arte si attiva l'interiorità dell'artista e dell'uomo che si apre con generosità e trova nella forma inventata un messaggio, a volte imperituro, affidato alle cure del mondo e della storia".





