Ieri ad Albenga il maltempo non ha fermato le celebrazioni del 2 giugno e, anche se i paracadutisti per questioni di sicurezza non hanno potuto effettuare i lanci previsti, molti cittadini hanno deciso di riunirsi sul lungomare per partecipare a un momento collettivo di consapevolezza in occasione degli 80 anni della Repubblica e del riconoscimento del diritto di voto alle donne.
Ecco il discorso del sindaco Riccardo Tomatis: "Quella di oggi è una giornata molto importante perché ricorre l’80° anniversario della nascita della Repubblica. Esattamente 80 anni fa gli italiani furono chiamati alle urne per decidere se volevano la monarchia o la Repubblica, se volevano continuare a essere sudditi o diventare cittadini. Scelsero la Repubblica, ma soprattutto ebbero la possibilità di scegliere dopo anni di regime nazifascista, e lo fecero in massa recandosi a votare: più del 90% degli aventi diritto, a dimostrazione che gli italiani riponevano in quel voto molta fiducia e speranza nel futuro".
"Non possiamo ignorare che oggi questo non succede più: l’affluenza alle urne si è ridotta in maniera preoccupante e difficilmente raggiunge il 60%. Questo significa che gli elettori non si identificano più nei rappresentanti politici ma soprattutto, e questo è molto più grave, stanno perdendo fiducia nelle istituzioni. A questo dobbiamo porre rimedio".
"Quella consultazione elettorale diede vita alla nostra Costituzione, sulla quale si regge la Repubblica e l’intero ordinamento giuridico italiano. Prendiamola in mano, sfogliamola, studiamola, insegniamola alle nuove generazioni, perché diventi una guida. Perché nella Costituzione c’è la nostra storia, e la storia siamo noi. C’è il sacrificio di chi per lei ha perso la vita, c’è il nostro passato, c’è il nostro presente e il nostro futuro. Custodiamola e difendiamola, perché contiene i valori fondanti della nostra Repubblica: la libertà (Calamandrei), che è come l’aria: ti accorgi di quanto sia importante quando comincia a mancare; la democrazia, che è legata in maniera indissolubile alla Repubblica. Questi due concetti si fondono nel costituzionalismo moderno, creando un sistema con precisi contrappesi per evitare derive autoritarie; ma soprattutto l’uguaglianza e l’unità".
"Ed è proprio in forza di questo che, per la prima volta, le donne furono ammesse al voto e risposero con entusiasmo: un esercito di donne si recò a votare con orgoglio e dignità, con lo sguardo fiero e in mano la scheda elettorale, un’arma finalmente di pace e di democrazia. Per la prima volta fu riconosciuto loro un diritto che fino ad allora era solo degli uomini, ma soprattutto venne data loro la possibilità di scegliere quegli esponenti politici che le avrebbero rappresentate e tutelate dal punto di vista sociale, lavorativo e giuridico. Il primo risultato fu che tra i costituenti della Costituzione ci furono sì i padri, ma anche le madri. Da quel giorno di strada se n’è fatta molta, ma tanta se ne deve ancora fare".
Oggi possiamo dire che le pari opportunità non bastano più: ci vogliono pari probabilità. Per le prime è sufficiente adottare delle leggi, per le seconde il percorso è più complicato, perché bisogna superare quei pregiudizi e quei luoghi comuni che ancora oggi sono presenti in molti di noi. E per fare questo è necessario proseguire uniti, in un periodo storico in cui le comunità tendono a dividersi: rimanere uniti è un gesto rivoluzionario. E allora facciamo questa rivoluzione! Cerchiamo l’unità, cerchiamo l’uguaglianza, cerchiamo la giustizia sociale, perché senza giustizia sociale non c’è ordine e sicurezza pubblica, senza giustizia sociale non c’è una sanità accessibile a tutti, senza giustizia sociale non c’è il rispetto dei diritti umani".
"Nella bandiera c’è l’Italia, ci siamo noi: c’è il verde della speranza, che non deve mai mancare e che ci deve dare la forza per impegnarci ogni giorno per un futuro migliore; c’è il bianco della pace, oggi così difficile da raggiungere; c’è il rosso della passione, che ha sempre caratterizzato ogni azione degli italiani e che dobbiamo cercare di recuperare. In quei valori ci siamo noi italiani".





