Attualità - 04 giugno 2026, 15:35

Il diporto entra nelle politiche nazionali, ad Andora la presentazione della nuova legge per la valorizzazione della risorsa mare

Il convegno “Mare, porti e territorio – Opportunità e prospettive” lunedì 8 giugno nella sede del Circolo Nautico, promosso da Porto Turistico insieme ad Ama e Assonat, in collaborazione col Comune

Foto Hanninen Dji

Foto Hanninen Dji

Sarà presentata per la prima volta in Liguria, a un mese dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la nuova legge per la valorizzazione della risorsa mare. L’appuntamento è in programma lunedì 8 giugno, alle 15.30, nella sede del Circolo Nautico di Andora, dove si terrà l’incontro “Mare, porti e territorio – Opportunità e prospettive”.

Il convegno è promosso dal Porto Turistico di Andora insieme ad A.M.A., l’Azienda pubblica Multiservizi Andora che gestisce lo scalo, e ad ASSO.N.A.T., in collaborazione con il Comune di Andora.

Al centro dell’incontro ci sarà la legge 70/2026, considerata la prima riforma sistematica del settore marittimo italiano dopo la riforma del Codice della nautica da diporto del 2005. L’obiettivo è aprire un primo confronto pubblico sulle ricadute concrete della normativa nei territori, con particolare attenzione ai porti turistici, alle marine e all’intera filiera della nautica da diporto.

La nuova legge viene presentata come un provvedimento di sistema, e non di semplice settore, perché interviene su più ambiti: dalla governance nazionale del mare agli spazi marittimi, dal turismo subacqueo alla nautica da diporto, dal Codice della navigazione alla cantieristica, fino alla pesca, alla cultura e alla scuola. Per la prima volta viene inoltre riconosciuta la centralità del diporto e del sistema portuale turistico nelle politiche nazionali.

A illustrare il provvedimento saranno la senatrice Simona Petrucci, relatrice della legge al Senato, insieme a esperti della materia. Sono previsti gli interventi del presidente nazionale di ASSO.N.A.T., avvocato Luciano Serra, e del professor Fabio Serini, professore associato confermato alla cattedra di Programmazione e controllo delle imprese dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

Interverranno inoltre l’avvocato Fabrizio De Nicola, presidente di A.M.A., presidente del Porto Turistico di Andora, componente del Consiglio direttivo di ASSO.N.A.T. e direttore nazionale del Centro Studi Assonat, che ha redatto il Piano Strategico per la portualità turistica italiana, e il senatore Gianni Berrino. Saranno presenti anche il consigliere regionale Rocco Invernizzi e l’assessore all’Ambiente del Comune di Andora, Alexandra Allegri.

“La Legge 70 del 7 maggio 2026 è una legge di sistema. Rinvia l’attuazione alle Regioni e, a cascata, coinvolge i Comuni, soprattutto sul demanio. è una opportunità da cogliere, frutto di un percorso articolato che dà strumenti alle realtà portuali - afferma l’avvocato Fabrizio De Nicola, presentando il convegno - In Italia ci sono circa 160.000 posti barca lungo la costa, e la Liguria ne ha la quota più alta: siamo la regione più densa, circa 60 posti barca per chilometro. Eppure, fino a poco fa, di tutti questi porti e porticcioli nessuno si occupava in modo organico a livello nazionale. Fortunatamente tutto è cambiato in fretta. Nel 2023 il primo Piano del Mare ha messo per la prima volta i porti turistici nella programmazione nazionale; nel 2025 è nato in Senato l’Intergruppo per l’Economia del Mare, su iniziativa della Senatrice Petrucci che sarà ad Andora. ASSO.N.A.T. ha pubblicato il primo Piano Strategico italiano dedicato alla portualità turistica”

“La Legge 70 - continua ancora de Nicola - raccoglie i frutti di questo percorso. Il diporto entra nelle politiche nazionali, il charter ha regole più chiare, il turismo subacqueo ha per la prima volta una disciplina unica, e l’accoglienza delle barche di passaggio diventa uno standard. Di questo ed altro si parlerà ad Andora perché il contributo di chi opera sul territorio è fondamentale e il porto di Andora è un buon esempio di una gestione pubblica di una marina in cui lo sviluppo economico va di pari passo con la tutela ambientale”.

Redazione

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