Politica - 04 giugno 2026, 16:54

Savona, progetto di fusione Acque Pubbliche Savonesi: via libera in Commissione, l’iter verso il Consiglio comunale

Si punta all’approvazione definitiva entro il 30 giugno. Previsto un cda di 4 componenti o l’amministratore unico

Savona, progetto di fusione Acque Pubbliche Savonesi: via libera in Commissione, l’iter verso il Consiglio comunale

Il progetto di fusione per incorporazione inversa del Consorzio Acque Pubbliche Savonesi in Acque Pubbliche Savonesi, con ulteriore proroga al 2026, trova l’approvazione in Commissione consiliare di Savona, per essere poi portato in consiglio comunale.

Il progetto di fusione era stato approvato a dicembre dello scorso anno nel Consiglio Comunale di Palazzo Sisto, ma l’iter si era fermato per questioni sia tecniche sia politiche illustrate in aula dall’assessore Silvio Auxilia. Così il ritorno della pratica dalla Commissione di oggi e poi in Consiglio.

“L’atto era stato approvato nell’auspicio che anche i Comuni soci delle altre società consorziate in Aps – spiega Auxilia – avessero fatto altrettanto in tempo utile per poter addivenire in assemblea all’approvazione dell’atto di fusione entro il 30 giugno. Questo non è purtroppo accaduto, in considerazione del fatto che alcuni Comuni del medio e dell’estremo Ponente non hanno portato in consiglio comunale la delibera di approvazione sia per motivi tecnici ma soprattutto per motivi politici legati alla vicenda che ci vede protagonisti da quando ci siamo insediati, perché le tre società avrebbero dovuto essere fuse da tempo in Aps”.

I motivi tecnici erano legati alla composizione del consiglio di amministrazione. Nello statuto era previsto un CdA di 4 componenti, quando la norma – come era stato fatto osservare da alcuni Comuni – prevedeva che Aps potesse essere governata da un amministratore unico o da un CdA composto da 3 a 5 componenti.

“Ci sono stati problemi tecnici, poi, legati al regolamento della Conferenza di coordinamento e indirizzo di controllo analogo congiunto che ha visto Comuni del medio e dell’estremo Ponente – ha aggiunto Auxilia – contestare una clausola del regolamento che, a detta loro, non dava sufficiente spazio alla richiesta di convocazione della conferenza da parte di una percentuale di soci che era stata prevista almeno nel 30% del capitale sociale, mentre nella nuova proposta si scende almeno al 5% del capitale sociale. I motivi politici sono legati alla resistenza posta in essere in questi anni alla fusione delle tre società consorziate, perché era stato proposto un consorzio o altre forme organizzative alternative”.

Variazione dello statuto con inserimento della possibilità di nominare un amministratore unico, di comune accordo tra i quattro Comuni maggioritari (Savona, Borghetto, Loano e Alassio), altrimenti la nomina di un CdA a quattro che spetterà per due membri a Savona, tra cui il presidente, e altri due membri ai Comuni di Borghetto, Loano e Alassio alternativamente. Le deliberazioni del CdA devono essere assunte a maggioranza dei presenti; in caso di parità varrà il voto del presidente del CdA.

Ad oggi il CdA di Aps, il Consorzio Depurazione e Servizi Ambientali hanno già approvato il progetto di fusione nella nuova versione; manca Sca, che ha deciso di attendere la deliberazione del consiglio di Alassio convocato per questa sera. In Provincia tutti i Comuni hanno dichiarato di andare in consiglio comunale entro il 18 giugno. È previsto che le società consorziate e Aps approvino entro il 30 giugno gli atti della fusione, in modo che si possa deliberare in assemblea il progetto di fusione, da cui decorreranno i 30 giorni di legge per la stipula dell’atto notarile di fusione.

Sui problemi tecnici e politici si sono focalizzati i consiglieri di opposizione Orsi e Meles. “Si parla dell’incontro in Provincia nel quale i Comuni avrebbero dato precise garanzie – ha detto Orsi – ma ci troviamo a 20 giorni dal termine ultimo e forse zero Comuni hanno fatto quello che si erano impegnati a fare. Al di là delle carte, è stata sviluppata meglio un’attività di contatto con tutte le singole componenti per evitare che si vada nuovamente con un testo che non è condiviso?”

Orsi ha poi chiesto se ci sia un tavolo di coordinamento tra i Comuni ed ha respinto il fatto che il ritardo nella fusione sia dovuto alle due società del Ponente e ad alcune modalità previste per ciò che riguarda le decisioni sulle modalità di nomina dei membri del CdA.

“Siamo all’ennesima proroga per raggiungere un obiettivo che può essere assolutamente condivisibile – ha detto Manuel Meles – ma dall’altro lato ci chiediamo se ci sia una reale volontà politica degli altri Comuni di procedere in tal senso”.

Auxilia ha dato rassicurazioni su questi aspetti, spiegando che sia il presidente di Asp, Maurizio Maricone, sia il sindaco Marco Russo “hanno lavorato sui rapporti con gli altri Comuni per arrivare a un risultato”.

I Comuni che approveranno la delibera a breve sono Finale e Alassio, che avranno Consiglio comunale questa sera,  Albenga l’8 giugno, Loano il 17 giugno, Tovo l’11 giugno e Laigueglia entro il 15.

Elena Romanato

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