“L’istituzione di una guardia medica pediatrica che consenta assistenza immediata ai bambini in difficoltà, il sostegno finanziario all’ospedale pediatrico Gaslini che ha visto un taglio di trasferimenti di 6 milioni dal governo nazionale, la riapertura dei punti nascite chiusi dalle giunte regionali di centrodestra e il potenziamento delle cure nei periodi di transizione tra l’infanzia e l’età adulta. Sono le novità contenute nella proposta di legge di iniziativa popolare per cui stiamo raccogliendo le firme e che chiederemo di inserire nel nuovo piano socio-sanitario regionale”.
Così si è aperta, stamani, la raccolta di firme in Liguria a sostegno della proposta di legge per l’istituzione della guardia medica pediatrica e di un fondo a sostegno dell’ospedale Gaslini di Genova promossa dai consiglieri di Alleanza Verdi-Sinistra in Regione, la capogruppo Selena Candia e il consigliere Jan Casella. Alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato anche Andrea Fiori, presidente dell’associazione Cuore di Bimbo, Simona Traspendini della Fiagop (Federazione italiana associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica) e Gabriella Spezzano di Abeo Liguria (Associazione ligure del bambino emopatico ed oncologico).
“L’attuale mancanza di una guardia medica pediatrica costringe i genitori a rivolgersi ai pronto soccorso, intasandoli e peggiorando ulteriormente l’assistenza in reparti già sotto forte stress, oppure a professionisti privati, pagando per un servizio che dovrebbe essere garantito - ricorda la capogruppo Candia -. La mancanza di un’adeguata assistenza pediatrica provoca danni inaccettabili per i minori: chiederemo alla Regione di investire fortemente nei primi mille giorni di vita dei bambini, perché ogni euro investito nei primi anni significa un risparmio di dieci euro per le cure nell’età adulta. Nella fase iniziale della vita si può fare la giusta prevenzione e si apprendono le abitudini corrette sul piano personale ed alimentare”.
“Nel 2025, il Gaslini ha ottenuto 8 milioni di euro di stanziamenti in meno rispetto al 2024. La perdita deriva soprattutto dal governo nazionale, che ha tagliato 6 milioni di euro in un solo anno. E anche le scelte della Regione non risolvono l’emergenza. Due settimane fa, la giunta Bucci ha disposto di trasferire un ginecologo due volte al mese a Imperia per realizzare le ecografie obbligatorie in gravidanza, ma è una misura insufficiente. Non bastano 14 ecografie al mese per coprire la domanda territoriale necessaria per tutta la provincia di Imperia. Serve una soluzione strutturale, non un tappabuchi”, denuncia ancora la consigliera.
“La mancanza dei pediatri è un problema molto sentito nella nostra regione. È inutile lamentarsi per la denatalità e l’inverno demografico, se poi alle famiglie non viene garantita un’adeguata assistenza medica per i bambini. Recentemente è emerso come in Italia manchino 500 pediatri: una carenza di cui soffre anche la Liguria”, ricorda invece Casella.
Che sottolinea: “Nel ponente savonese, la situazione dei Punti Nascite è scandalosa. Nel 2020 è stato chiuso quello di Pietra Ligure: doveva essere una chiusura temporanea, invece dura da 6 anni e in provincia di Savona si continua a nascere solo nel capoluogo. La distanza tra il territorio e i reparti di Maternità è eccessiva: lo dimostrano le madri che sono state costrette a partorire in ambulanza e nelle piazzole dell’autostrada. Un fatto inaccettabile per un Paese civile”.






