Il Consiglio comunale di Alassio ha approvato all’unanimità, nella seduta dello scorso 4 giugno, la delibera a sostegno della revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari.
La proposta, presentata dall’assessore al Commercio Franca Giannotta, raccoglie l’appello lanciato da Coldiretti ai Comuni italiani per sostenere un percorso di modifica della normativa europea che disciplina l’origine dei prodotti agroalimentari.
Al centro della questione c’è l’attuale impostazione prevista dal Regolamento Ue n. 952/2013, secondo cui l’origine di un prodotto viene determinata dal Paese in cui è stato interamente ottenuto oppure da quello in cui ha subito l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale. Un criterio che, secondo Coldiretti, “genera esiti ambigui della disciplina doganale soprattutto riguardo ai prodotti agroalimentari”.
Con l’approvazione della delibera, il Comune di Alassio si impegna quindi a sostenere, attraverso ANCI e nelle sedi istituzionali competenti, una modifica della disciplina europea sull’origine doganale, con l’obiettivo di introdurre criteri più chiari per i prodotti agricoli e alimentari.
“Questa iniziativa - spiega l’assessore Franca Giannotta - si inserisce nella più ampia campagna promossa da Coldiretti per rafforzare la difesa del vero Made in Italy agroalimentare, che la nostra Amministrazione sposa totalmente. Con l’approvazione di questa delibera, il Comune di Alassio si impegna ad attivarsi presso ANCI e nelle competenti sedi istituzionali affinché venga promossa una modifica della disciplina europea sull’origine doganale, escludendo i prodotti agricoli e alimentari dall’attuale sistema e prevedendo quale unico criterio per l’individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza. Il tutto con l’importante obiettivo di garantire una maggiore trasparenza, assicurare una corretta informazione ai consumatori e tutelare il valore delle produzioni agricole italiane”.
La delibera è dunque l’ennesimo intervento nel quadro delle iniziative promosse a livello nazionale per chiedere maggiore trasparenza sull’origine degli alimenti e per difendere le filiere agricole italiane, contrastando pratiche che possono generare equivoci nei consumatori e indebolire il valore del Made in Italy agroalimentare.





