Anche Pietra Ligure, come già diversi Comuni del territorio, ha deciso di adottare il termine “atefano”. Nella seduta dello scorso 11 giugno, il Consiglio comunale di Pietra Ligure ha approvato all’unanimità la delibera n. 15 avente per oggetto l’adozione e la promozione del neologismo volto a definire la condizione drammatica e profonda dei genitori che hanno dovuto affrontare la perdita di un figlio.
“Esprimiamo profonda soddisfazione per una scelta di altissimo valore sociale, culturale, umano ed etico che dà il via libera a una proposta che è nata per iniziativa dell’Associazione di Promozione Sociale 'Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini', costituita nel 2025 per onorare la memoria di Rachele prematuramente scomparsa soli 16 anni”, commentano il sindaco Luigi De Vincenzi e l’assessore alle politiche sociali e giovanili Marisa Pastorino.
“L’approvazione di questo provvedimento origina dal bisogno di dare un nome a un dolore ad oggi letteralmente 'indicibile' - proseguono De Vincenzi e Pastorino - Nella lingua italiana sussiste un vuoto lessicale e culturale: se chi perde i genitori è un 'orfano' e chi perde il coniuge è un 'vedovo', non è mai esistita una parola specifica per descrivere la condizione di un genitore che sopravvive al proprio figlio. 'Atefano' nasce dalla crasi di tre parole greche e significa 'persona che ha perduto un figlio'. Assegnare una parola specifica a questa condizione non è un mero esercizio linguistico, ma un atto di vicinanza e rispetto dovuto, significa riconoscerla socialmente e offrire dignità a un dolore immenso di cui non è scevro nessuna comunità”.
“I neologismi vengono riconosciuti ufficialmente ed entrano a far parte della lingua italiana attraverso l’uso spontaneo, diffuso e quotidiano nel tempo. Con l’approvazione di questa delibera, il Comune di Pietra Ligure, insieme ad altri e al Consiglio Regionale della Liguria, si fa promotore attivo di questo cambiamento. Ringraziamo l’Associazione ‘Rachele Franchelli’ per aver trasformato un dolore immenso in un’iniziativa di valore universale. Da oggi la nostra Amministrazione è ufficialmente impegnata a sostenere e diffondere il termine ‘atefano’ affinché diventi parte del linguaggio comune, aiutando la società a dare un nome – e quindi un ascolto più attento – a un vissuto che tocca le corde più profonde dell’essere umano”, concludono il sindaco e l’assessore.
Analogo provvedimento, nei giorni scorsi, è stato intrapreso anche dal Consiglio comunale di Giustenice.







