CGIL Informa - 17 giugno 2026, 09:33

Liguria, più turisti ma meno lavoro nel turismo: persi oltre 10mila occupati tra commercio e ristorazione

Calà (Cgil): "Settore che si inabissa nel lavoro nero"

Liguria, più turisti ma meno lavoro nel turismo: persi oltre 10mila occupati tra commercio e ristorazione

A fronte dell’aumento dei turisti in Liguria, che nel primo trimestre di quest’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, registra un +9,7% degli arrivi e un +12% delle presenze, il settore commercio, alberghi e ristoranti perde 10.271 occupati.

Il dato emerge dall’ultima rilevazione Istat relativa all’occupazione nel primo trimestre 2026. Il quadro complessivo dell’occupazione in Liguria è di sostanziale stabilità, seppur con alcune ombre. “L’elemento più preoccupante è sicuramente la contrazione degli occupati nel settore turismo che, nonostante stia meglio dello scorso anno, perde occupati; è un fenomeno che si può spiegare solo con il ricorso al lavoro nero”, dichiara Maurizio Calà, segretario generale Cgil Liguria, che aggiunge: “Una anomalia tutta ligure, che segna la fragilità del mercato del lavoro nella nostra regione, è rappresentata anche dal continuo andamento ondivago dei settori, condizione che emerge anche dai dati Istat. In questo trimestre industria e costruzioni crescono, ma l’occupazione nel turismo, numericamente importante per la Liguria, subisce un tracollo. Questo significa che in questi anni una parte significativa delle imprese del settore si è collocata in una situazione di evasione fiscale e contributiva”, commenta Calà, che conclude: “Siamo fortemente preoccupati da questa realtà e chiederemo un incontro all’assessore regionale al Turismo perché questo fenomeno va affrontato celermente”.

A spiegare l’andamento sostanzialmente piatto dell’occupazione in Liguria è Marco De Silva, responsabile dell’ufficio economico Cgil Genova e Liguria, che ha elaborato i dati Istat relativi al primo trimestre 2026, in raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente: nel primo trimestre 2026 si sono registrati 650.953 occupati, pari a +188 unità, ossia lo 0,03%. Il dato è frutto di andamenti opposti: da un lato l’aumento delle occupate donne e dei dipendenti del settore industria; dall’altro la contrazione della componente maschile dei dipendenti (lavoratori subordinati) e degli indipendenti (lavoratori autonomi).

Redazione

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