Aumento degli slot disponibili nelle agende, potenziamento del Percorso di tutela e un maggiore supporto ai medici di medicina generale che potranno confrontarsi con gli specialisti anche tramite strumenti di telemedicina per valutare l’effettiva necessità di visite ed esami: così Regione Liguria punta a rafforzare il contrasto alle liste d’attesa.
I risultati, secondo i dati certificati da Agenas, mostrano un netto miglioramento nella capacità del sistema sanitario di rispettare i tempi di priorità indicati nelle prescrizioni: le visite specialistiche sono passate da una copertura del 58% all’83%, mentre per la diagnostica strumentale il dato è salito dal 67% all’86,3%.
Dall’attivazione del Percorso di tutela sono state gestite oltre 30.400 richieste: di queste, 26.872 si sono concluse con l’erogazione della prestazione, mentre 414 sono ancora in fase di lavorazione da parte delle aziende sanitarie. Circa 3.138 cittadini hanno invece rinunciato o scelto di uscire dal percorso.
“Il Percorso di tutela è uno strumento concreto che consente di recuperare prestazioni che, in prima istanza, non sarebbe possibile garantire nei tempi previsti dalla ricetta - spiega l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò -. I numeri dimostrano che il sistema funziona e sta dando risposte efficaci. Per questo stiamo ampliando progressivamente il numero di prestazioni coinvolte, includendo visite cardiologiche, oculistiche e gastroscopie”.
Il meccanismo interviene quando i normali canali di prenotazione (Cup, farmacie, portali digitali come Salute Simplex e Prenoto Salute) non riescono a garantire un appuntamento entro i tempi indicati dalla prescrizione. In questi casi entra in funzione la rete di tutela, gestita attraverso numeri verdi dedicati e uffici Relazioni con il pubblico, che complessivamente seguono circa 300 appuntamenti al giorno.
“Abbiamo attivato questo percorso per evitare che il cittadino debba affrontare da solo le difficoltà legate alla prenotazione - sottolinea il Direttore generale dell'Azienda Tutela Salute Liguria Marco Damonte Prioli -. L’utente viene ricontattato direttamente da operatori dedicati che lo accompagnano nella ricerca di una soluzione”.
Accanto all’organizzazione delle prenotazioni, la Regione ha investito anche sulla comunicazione. Una campagna informativa, composta da un vademecum e da quattro video diffusi sui canali social, spiega come leggere correttamente la ricetta, utilizzare i servizi di prenotazione, attivare il Percorso di tutela e disdire gli appuntamenti quando non più necessari. Un’attività che ha contribuito a ridurre in maniera significativa il fenomeno del cosiddetto “no show”, ossia gli appuntamenti non disdetti e non utilizzati, passato dal 25% a una quota considerata fisiologica tra il 5 e il 6%, anche grazie al sistema di promemoria via SMS.
Nonostante i progressi, alcune specialità continuano a registrare criticità, in particolare dermatologia e oculistica. Per questo la Regione guarda ora con sempre maggiore attenzione al tema dell’appropriatezza prescrittiva, puntando a rafforzare il dialogo tra medici di famiglia e specialisti per evitare richieste non strettamente necessarie che rischiano di congestionare il sistema.
“Quando diciamo che abbiamo migliorato non significa che il problema sia risolto - precisa Nicolò -. Ogni risultato rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. Sappiamo che c’è ancora una quota di cittadini che fatica a ottenere un appuntamento nei tempi corretti e il nostro obiettivo è continuare a migliorare”.
L’assessore ha inoltre voluto ringraziare il personale impegnato quotidianamente nella gestione delle richieste: “Gli operatori dei numeri verdi e degli Urp sono il vero biglietto da visita del sistema sanitario regionale. Visitando le Case di comunità vedo ogni giorno la passione con cui svolgono il loro lavoro e credo sia fondamentale valorizzarli”.
Resta aperto il tema del ricorso alle prestazioni in intramoenia: “La normativa prevede che, in assenza di disponibilità nei tempi prescritti, il cittadino possa essere inserito nelle liste dell’intramoenia - spiega Nicolò -. Tuttavia le tariffe riconosciute dal sistema pubblico per alcune prestazioni, come una visita oculistica, sono molto basse rispetto ai costi reali. Aumentarle potrebbe esporre la Regione a contestazioni da parte della Corte dei Conti. Si tratta quindi di un equilibrio complesso sul quale stiamo lavorando”.
La Regione utilizza inoltre i dati relativi ai cittadini che accettano appuntamenti oltre i tempi previsti come strumento di analisi. “Quando una persona ritiene accettabile una data più lontana - conclude l’assessore - valutiamo attentamente il caso. Potrebbe infatti indicare che la priorità assegnata in fase di prescrizione non era del tutto appropriata. Anche queste informazioni sono preziose per migliorare il sistema”.
Infine, la Regione invita i cittadini a prestare attenzione ai tentativi di truffa legati alle comunicazioni sanitarie. Con l’aumento dei messaggi di promemoria, infatti, sono comparsi SMS falsi che imitano quelli ufficiali. L’invito è a verificare sempre che il messaggio ricevuto sia collegato a una prenotazione realmente effettuata e provenga dai canali istituzionali.







