La Provincia di Savona ha diffidato EcoSavona.
Nei giorni scorsi Arpal ha presentato a Palazzo Nervi una nota con al centro i sopralluoghi svolti lo scorso 8-9 giugno nella discarica di Boscaccio nel quale erano emerse alcune criticità.
Nell area di ampliamento lotto 2-fase 1 era stata riscontrata la presenza di significative porzioni di rifiuti privi di copertura giornaliera; nell'area coltivazione lotto 1 la presenza di significative porzioni di rifiuti privi di copertura provvisoria; nella zona prossima al lotto 3 erano presenti significativi affioramenti di rifiuti; nelle scarpate verticali del lotto 2 confinanti con l’attuale pista di transito dei mezzi dopo lo scarico lato lotto 1 erano presenti significativi affioramenti di rifiuti; nei pozzi perimetrali PP1,PP2,PP3 (lotto coltivazione 1) e PP4 (lotto di coltivazione 2) il sistema di captazione del biogas non è attivo.
Con una nota la ditta aveva trasmesso il rispetto alla prescrizione impartita da Apal relativa alla copertura giornaliera dei rifiuti.
"Fermo restando il percorso sanzionatorio in corso, sia da ritenersi necessario che l’azienda provveda al contenimento delle emissioni diffuse così come prescritto dai provvedimenti autorizzativi citati in premessa" spiegano dalla Provincia nell'atto di diffida.
Dovranno quindi effettuare la copertura provvisoria nelle aree in cui la stessa è totalmente assente, ripristinarne quindi la piena funzionalità nelle zone in cui risulta deteriorata e attivare, entro il 30 giugno 2026, il sistema di captazione del biogas asservito ai pozzi perimetrali PP1, PP2, PP3 (lotto coltivazione 1) e PP4 (lotto di coltivazione 2).
Non sono state comunque riferite situazioni di pericolo per la salute pubblica e l’ambiente rilevate nel corso del controllo.
Nello scorso consiglio regionale, nel frattempo il consigliere Giovanni Battista Pastorino aveva chiesto alla Giunta i motivi "per cui non si sia ancora proceduto ad avviare il nuovo bando di gara pubblica per la concessione della discarica di Boscaccio, senza la quale vi sarebbero evidenti profili di illegittimità della concessione. Il consigliere ha rilevato che "sull’impianto di Boscaccio, gestito dalla Società privata Ecosavona, vi è una situazione amministrativa/concessoria che necessita di essere chiarita con trasparenza".
L'assessore al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone ha detto che, "dopo una lunga e approfondita verifica, si è deciso l’ampliamento graduale della discarica in due fasi. Ecosavona ha ottenuto l’autorizzazione a procedere per la fase 1, i cui lavori sono al 50% e hanno un ritardo di 2 anni, dovuto alla complessità degli scavi e a contenziosi con il Comune di Vado Ligure. Anche la Regione monitora la situazione. Ecosavona ha presentato una nuova proposta di adeguamento e una richiesta di proroga fino al 2028, che restano in capo all’amministrazione provinciale". Giampedrone ha smentito che la "Regione abbia cercato di prorogare la concessione, perché i procedimenti di rinnovo sono incardinati in procedure che non sono di competenza strettamente regionale".
Lo scorso dicembre la Provincia si era opposta alla proposta di finanza di progetto presentata da Ecosavona relativa all’ampliamento a valle della discarica per rifiuti non pericolosi e per il revamping dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB). Il diniego era arrivato dopo che già nella fase della Valutazione di Impatto Ambientale erano state evidenziate "numerose criticità e carenze nella documentazione allegata alla proposta". La ditta (la gestione scade il 31 dicembre del 2026) aveva poi presentato ricorso al Tar.
Sul fronte sindacale lo scorso 16 giugno si è svolto tra i sindacati e l'azienda con al centro la delocalizzazione di due impiegati nella sede di Milano.
"Abbiamo manifestato la nostra contrarietà e abbiamo chiesto se hanno valutato una ricollocazione in loco ma loro dicono che non ci sono possibilità. Abbiamo fatto una serie di proposte e vedremo cosa verrà fuori, ci incontreremo nuovamente" ha detto Antonello Sangiovanni, Fp Cgil.





