“Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Bucci durante la visita in Val Bormida insieme all’assessore Ripamonti riportano il confronto pubblico su un terreno che pensavamo superato. Dire che, se un territorio si oppone al termovalorizzatore, rinuncerà ai benefici, ai posti di lavoro e persino al riscaldamento delle case significa scegliere ancora una volta la strada della demagogia e della paura invece di quella della serietà, della verità, della trasparenza e del confronto sui dati reali. Una strategia che non ha funzionato a Toti con il Rigassificatore e non funzionerà neanche oggi. Noi pensiamo che questo impianto non serva davvero alla Liguria. Non lo diciamo per ragioni ideologiche, ma perché sono i dati che la stessa Giunta fornisce che lo dimostrano. Se la Liguria produce circa 260 mila tonnellate di rifiuto indifferenziato e la stessa Regione prevede una forte crescita della raccolta differenziata e una riduzione del rifiuto residuo con l’utilizzo di impianti TMB, qualcuno dovrebbe spiegare come si possa sostenere la necessità di un nuovo termovalorizzatore. O la pianificazione è sbagliata oppure questo impianto non serve. Lo ribadiamo, la Giunta deve aprire un confronto con le regioni vicine per verificare le possibili sinergie”.
Cosi commenta il segretario del Pd Liguria Davide Natale e il consigliere regionale Pd Roberto Arboscello intervenuti ieri sera a Savona durante un incontro alla Festa dell’Unità a cui erano presenti anche il sindaco di Carcare Rodolfo Mirri, quello di Altare Roberto Briano e la responsabile ambiente della segreteria del Pd Liguria Deborah Bellotti.
“Sentire promettere una riduzione della Tari senza che sia presentato alcuno studio serio sui costi effettivi dell’operazione significa alimentare aspettative che non trovano riscontro nei fatti. I costi del ciclo dei rifiuti dipendono dalla localizzazione degli impianti, dai trasporti, dalla gestione complessiva del sistema. La realtà è che manca una vera politica regionale per l’economia circolare. Mentre altre regioni hanno utilizzato le risorse del PNRR per realizzare impianti destinati al recupero dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, la Liguria è rimasta ferma. Bisogna investire sulla riduzione del rifiuto residuo, sul recupero di materia, sulla collaborazione con le regioni confinanti e sull’utilizzo delle capacità impiantistiche già presenti nei territori limitrofi, evitando di imporre nuove servitù a comunità che hanno già dato molto”, sottolineano.
“La battaglia contro il rigassificatore ha dimostrato che i risultati arrivano quando cittadini, amministratori, associazioni, categorie economiche e forze politiche lavorano insieme. La stessa cosa vale anche oggi. La lotta della Val Bormida non può essere lasciata sola. La lotta dei territori deve diventare una battaglia comune. Non è una questione che riguarda soltanto un’area della Liguria, ma il modello di sviluppo della nostra regione, il modo in cui vengono assunte le decisioni e il rispetto dovuto alle comunità locali”, concludono.





