Politica - 21 giugno 2026, 10:00

Pietra Ligure, Carrara sulla questione spiagge: "Ben lungi dall’essere risolta"

Dal capogruppo di minoranza critiche al bando per le concessioni ("difficilissimo da interpretare, costosissimo da sostenere") e sulla pianificazione del litorale: "Quota 40% di spiagge libere non raggiunta"

Pietra Ligure, Carrara sulla questione spiagge: "Ben lungi dall’essere risolta"

Si è conclusa la prima fase della procedura di gara per le concessioni demaniali marittime nel Comune di Pietra Ligure: 40 lotti su 41 sono stati assegnati, mentre 6 risultano affidati a soggetti diversi dagli attuali concessionari. Sul tema interviene il capogruppo di minoranza Mario Carrara, che esprime forti critiche all’impostazione del bando e alle sue conseguenze sul tessuto economico locale.

"Com’era da aspettarsi, oltre ai 'tranquilli' per le spiagge per le quali c’erano solo le uniche domande dei concessionari 'uscenti', per quelle invece che andavano 'in competizione' ci sono stati, ci si passi la frase paradossale, 'morti e feriti', ovviamente solo in senso metaforico", afferma Carrara, sottolineando come alcuni storici gestori risultino esclusi dopo anni di attività. Secondo il consigliere, l’impianto della gara avrebbe inciso profondamente sugli esiti: "Era un bando difficilissimo da interpretare, costosissimo da sostenere e con tempi di concessione ventennali che richiedevano progetti molto impegnativi, sia tecnicamente che finanziariamente".

Carrara evidenzia inoltre come, a suo giudizio, alcune prescrizioni risultino problematiche rispetto allo spirito della direttiva Bolkestein. Tra i punti contestati figura la cosiddetta “norma ad excludendum”, che avrebbe limitato la partecipazione: "Prevedeva la possibilità di presentare una sola offerta di gara per un’unica spiaggia, con esclusione totale dalla procedura in caso di più domande". Carrara ritiene tale vincolo sproporzionato: "Che fondata ragione economica e giuridica sussisteva per impedire la possibilità di fare più domande di concessione? Si sarebbero potute prevedere modalità alternative, come l’assegnazione di una sola concessione tra più offerte presentate dallo stesso soggetto".

Il consigliere sostiene inoltre che il sistema abbia finito per penalizzare gli operatori storici: "Chi ha perso si vedrà costretto o a cambiare mestiere o a fare il bagnino dipendente, oppure a fare ricorso", aggiunge, ipotizzando possibili contenziosi contro le singole assegnazioni o contro il bando nel suo complesso.

Ma la questione, secondo Carrara, non si esaurisce con le nuove concessioni:"Resta il problema del mancato rispetto della quota del 40% di spiagge libere, che non è per nulla stata raggiunta". Il consigliere contesta anche i dati diffusi dall’amministrazione: "Abbiamo letto dichiarazioni rassicuranti sull’ipotesi del 38%, ma gli atti ufficiali parlano del 35,43%, destinato al 37,62%".

Carrara parla di percentuali da lui stesso definite "artificiose" e "ottenute tramite la sommatoria di fantomatiche spiagge libere come quella irraggiungibile di 12 metri, sugli scogli sotto il palazzo del cantiere o quella tra i bagni Flora ed i bagni Gino, classificata 'libera', di m.16,20, ma riservata al campo solare, che, quindi, segue un po’ le regole come se fosse una colonia ed è di fatto preclusa alla frequentazione dei bagnanti per quasi tutta la giornata. Oppure, quelle spiagge considerate 'libere' poste nel levante, ma sostanzialmente degli interstizi tra le spiagge private o accessi polverosi alle scogliere dei moli. Il fatto che per una spiaggia di soli 9 metri lineari non siano state fatte richieste di concessione e, quindi, sia rientrata nel novero delle 'libere' non cambia nulla".

"La questione spiagge a Pietra Ligure è ancora ben lungi dall’essere risolta - conclude Carrara - Molti nodi importanti devono ancora venire al pettine".

Redazione

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