Tra le colline della Valle Bormida, nell’entroterra savonese, si osserva una coltivazione insolita di banani che cresce all’interno di una iniziativa privata avviata a Carcare. Un esperimento semplice, privo di tecniche agronomiche particolari o protezioni specifiche, che ha attirato curiosità per la sua capacità di adattamento.
“Nessuna cura particolare”, racconta chi lo coltiva. “In inverno lo tagliamo perché gela, poi in primavera ricaccia foglie nuove, anche meglio di prima”.
Il ciclo della pianta è lineare: le gelate invernali eliminano la parte aerea, mentre l’apparato radicale sopravvive nel terreno e, con l’arrivo della primavera, dà origine a nuova vegetazione. Ne risulta un banano che, pur lontano dai contesti tropicali, si adatta al microclima locale con una sorprendente capacità di rigenerazione.







