L’ondata di calore fa salire il livello di attenzione anche in Liguria. Dopo il bollino giallo previsto per martedì 23 giugno, Genova passerà al bollino arancione, livello 2, nelle giornate di mercoledì 24 e giovedì 25 giugno, con temperature massime percepite fino a 35 gradi.
A indicarlo è il nuovo bollettino del sistema di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute del ministero della Salute. Martedì 23 giugno il capoluogo ligure resterà al livello 1, con 30 gradi previsti alle 8 e alle 14 e una temperatura massima percepita di 33 gradi. Mercoledì 24 giugno il livello salirà a 2: sono attesi 27 gradi alle 8, 30 gradi alle 14 e una massima percepita di 35 gradi. Stesso livello anche per giovedì 25 giugno, con 27 gradi al mattino, 31 gradi nelle ore centrali e una temperatura percepita ancora fino a 35 gradi.
Il passaggio al bollino arancione segnala condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute, in particolare sulle persone più fragili: anziani, bambini, persone con patologie croniche, soggetti non autosufficienti e chi vive in situazioni di maggiore vulnerabilità.
Proprio per rafforzare la risposta sanitaria in una regione con una popolazione anziana particolarmente esposta agli effetti del caldo, Regione Liguria ha predisposto un percorso di presa in carico anche attraverso gli ospedali di comunità. Lo ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, a margine dei lavori in Regione. “Sì, certamente, lo avevamo già annunciato qualche giorno fa: le regole di ingaggio per coloro, prevalentemente anziani, che malauguratamente possono avere delle problematiche di colpo di calore dovute alle alte temperature prevedono che, invece di andare al pronto soccorso, possano essere ridirezionati negli ospedali di comunità”, ha spiegato Nicolò.
Il percorso potrà partire dal pronto soccorso, ma anche dal medico di medicina generale. “Se questa persona colta da colpo di calore viene portata al pronto soccorso, il pronto soccorso, per velocizzare la presa in carico, la ricovera in un ospedale di comunità. I collegamenti già ci sono, tutta la logistica è già operativa e funzionale”, ha aggiunto l’assessore.
La presa in carico, ha chiarito ancora Nicolò, potrà avvenire anche senza passare necessariamente dall’ospedale: “Viceversa il ricovero nell’ospedale di comunità può avvenire anche dal versante del medico di medicina generale, che ha gli strumenti per attivare la procedura di ricovero all’interno dell’ospedale di comunità”.
Gli ospedali di comunità, ha ricordato l’assessore, sono strutture a bassa complessità, pensate per ricoveri brevi e per pazienti fragili che non necessitano di un’assistenza ospedaliera tradizionale. “Ricordo che è un ospedale a conduzione infermieristica, a bassa complessità, dove il medico è presente 4-5 ore al giorno ed è il luogo ideale per ricoverare per pochi giorni persone fragili, anziani con una scarsa autosufficienza che in questi casi possono essere, per esempio, colpiti da colpi di calore. Questo è un esempio, ma poi ci sono tanti altri motivi per cui si può attivare il ricovero nell’ospedale di comunità”, ha concluso Nicolò.
Con l’aumento del livello di rischio restano valide le raccomandazioni rivolte alla popolazione: evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, tra le 11 e le 18, limitare l’attività fisica intensa all’aperto, bere molta acqua, indossare abiti leggeri e chiari, proteggere la testa e la pelle e prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone non autosufficienti.





