Nel dibattito che si è riaperto nelle ultime settimane sul futuro della gestione dei rifiuti in Liguria e sull'eventuale realizzazione di un impianto di incenerimento, Alleanza Verdi e Sinistra ribadisce la propria posizione, da sempre improntata ai principi dell'economia circolare, della riduzione dei rifiuti e del recupero di materia. "AVS è contraria all'incenerimento dei rifiuti, in Liguria, a Genova e in tutta Italia- dichiarano il Coordinamento regionale Liguria e il Coordinamento provinciale di Genova di AVS - L'inceneritore non è una scelta indispensabile per la Liguria. Lo è invece portare finalmente Genova al 65% di raccolta differenziata previsto dalla legge e investire negli impianti intermedi necessari a ridurre i costi di gestione e aumentare il recupero di materia, a partire dal completamento del TMB di Scarpino, dalla realizzazione dei biodigestori previsti dalla pianificazione regionale e dal potenziamento dell'impianto di via Sardorella".
La vera priorità, secondo AVS, è ridurre la quantità di rifiuto indifferenziato prodotta sul territorio. Raggiungere e superare gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa consentirebbe di diminuire i costi di trattamento, aumentare il recupero di materia e ridurre la dipendenza da impianti finali di smaltimento.
"Prima di discutere di nuovi impianti di incenerimento – spiega AVS -occorre inoltre ricordare che gran parte degli impianti previsti dal Piano regionale dei rifiuti non sono ancora stati realizzati. È su questi ritardi che sarebbe necessario concentrare l'attenzione, completando le infrastrutture indispensabili per una moderna gestione dei rifiuti fondata sull'economia circolare".
Prosegue AVS :"L'incenerimento rappresenta una soluzione costosa, inquinante e climalterante. Inoltre non chiude il ciclo dei rifiuti, come spesso viene sostenuto. Tra il 20 e il 30% dei rifiuti bruciati si trasforma infatti in ceneri che devono comunque essere conferite in discarica. Gli abitanti della Val Bormida conoscono bene questo problema: dal 2022 oltre 27.000 metri cubi di ceneri provenienti dall'impianto del Gerbido di Torino risultano stoccati in un capannone a Bragno. L'inceneritore non rappresenta quindi la soluzione al problema dei rifiuti e rischia anzi di trasformarsi in un'ipoteca sulle tasche dei contribuenti".
E conclude: "Nei prossimi anni, infatti, gli impianti di incenerimento potrebbero essere inclusi nel sistema europeo ETS per la compensazione delle emissioni di CO₂, con conseguenti aumenti dei costi di gestione destinati inevitabilmente a ricadere su cittadini e imprese. Per questo AVS sostiene la proposta di legge regionale sull'economia circolare presentata dal centrosinistra, che punta a ridurre drasticamente la componente indifferenziata dei rifiuti attraverso il rafforzamento della raccolta differenziata, il recupero di materia, il riuso e il riciclo".
Infine AVS spiega che : "È inoltre necessario evitare di confondere il tema della gestione dei rifiuti con quello della solidità economica delle aziende che operano nel settore. La salvaguardia dei posti di lavoro di AMIU, la necessità di dotare l'azienda di spazi adeguati e di impianti moderni ed efficienti, così come il rafforzamento della sua capacità industriale, rappresentano obiettivi pienamente condivisi da AVS. Proprio per questo riteniamo che il futuro di AMIU debba essere costruito attraverso investimenti nell'economia circolare, nell'innovazione impiantistica e nell'aumento della raccolta differenziata, non legando il destino dell'azienda alla realizzazione di un inceneritore".





