Grande partecipazione di cittadini, amministratori locali e rappresentanti istituzionali questa sera ad Acqui Terme per l’assemblea pubblica informativa dedicata a due temi cruciali per il futuro ambientale, sanitario ed economico del territorio: la situazione del sito ex Acna di Cengio e il progetto del nuovo inceneritore regionale, con un focus allarmante che si estende ora anche sull'area di Cairo Montenotte.
L’incontro è stato organizzato dal Comune di Acqui Terme in stretta collaborazione con l’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida e il Coordinamento No inceneritore in Valle Bormida. Il dibattito e gli interventi La serata è stata aperta da Camillo Cordasco dell’Associazione Rinascita, che ha porto un brevissimo saluto introduttivo e presentato il programma della serata. Subito dopo ha preso la parola l’assessore del Comune di Acqui Terme, Michele Gallizzi, che ha portato i saluti dell'amministrazione acquese e ha ricordato un importante passaggio istituzionale: “Già un anno fa il Consiglio Comunale di Acqui Terme ha votato all'unanimità una mozione contro l'inceneritore. La Val Bormida è un territorio che ha subito per oltre cent'anni l'avvelenamento dell'ACNA e che solo ora sta finalmente ripartendo dal punto di vista sociale, economico e ambientale”.
L'assessore Gallizzi ha poi ribadito una posizione netta: “Acqui Terme dice NO, un no non negoziabile. Gli acquesi saranno al fianco dei valligiani fino a quando ci sarà la minaccia di un ulteriore avvelenamento. Prima ci hanno avvelenato la terra e l'acqua, ora vogliono farlo con l'aria. La Valle Bormida ha già dato”.
Il punto critico sull'ex Acna di Cengio Camillo Cordasco è quindi entrato nel vivo della relazione, illustrando la reale e preoccupante situazione attuale a Cengio:
Messa in sicurezza parziale: È stato evidenziato come il sito non sia mai stato realmente bonificato (nonostante i lavori siano partiti nell'anno 2000), ma solo parzialmente messo in sicurezza. Negli ultimi anni sono emerse gravi criticità sulla tenuta delle opere di contenimento del percolato.
Il caso dell’Area Merlo: I rilievi degli enti preposti della Regione Liguria dimostrano come questa zona, esterna al perimetro ex Acna, risulti pesantemente contaminata nel sottosuolo.
I dati di Enirewind: Dai documenti presentati al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) dalla stessa Enirewind, emerge che non esistono barriere di contenimento sull’intero perimetro. In particolare, nell'Area A1 (diventata di fatto una discarica di rifiuti tossico-nocivi), si registra un emungimento giornaliero continuo di percolato pari a ben 75 metri cubi (media annuale 2025).
"Se l'Area A1 fosse davvero protetta da barriere a tenuta su tutto il perimetro e sul fondo, come viene sostenuto, com'è possibile che dopo un quarto di secolo si continuino a pompare tali quantità di liquidi da quello che dovrebbe essere un catino sigillato?" è l'interrogativo sollevato dall'Associazione Rinascita, che chiede a tutti gli enti coinvolti di non abbassare la guardia e di pretendere controlli mirati e stringenti per far emergere la reale situazione del sito.
Il nodo Inceneritore: l'ipotesi speculare di Cairo Montenotte e l'emergenza Ferrania
Il legame con il tema dell'inceneritore è immediato e tocca da vicino le manifestazioni di interesse presentate dalle aziende, la cui scadenza cruciale è fissata per il 30 giugno. Se l’Area A2 di Cengio rappresenta una scelta paradossale (area compromessa, a rischio esondazione e con risalita della falda), l’attenzione dell'assemblea si è concentrata con forza sull’altra macro-area critica indicata per il posizionamento dell'impianto: Cairo Montenotte. Durante il dibattito è emerso chiaramente come Cairo Montenotte non possa in alcun modo essere considerata un'alternativa accettabile. Il territorio cairese sta già pagando un prezzo ambientale altissimo:
L'impatto della Cokeria e delle industrie locali: la cokeria rappresenta un problema attuale, concreto e ad altissimo impatto sanitario per la popolazione, a cui si sommano le emissioni di numerose altre aziende e la presenza di diverse discariche sul territorio.
Il disastro recente a Ferrania: A dimostrazione della fragilità estrema dell'ecosistema della valle, è stato denunciato con forza il gravissimo episodio verificatosi nello scorso fine settimana a Ferrania, dove lo sversamento di sostanze inquinanti nel fiume Bormida ha provocato una vera e propria strage di pesci lungo un intero tratto fluviale. Un evento drammatico che, purtroppo, non è isolato ma ripete dinamiche già vissute in passato. Posizionare un inceneritore regionale a Cairo Montenotte significherebbe dare il colpo di grazia a un territorio già saturo dal punto di vista dell'inquinamento industriale.
Sul tema amministrativo è intervenuto Renato Galliano, del Coordinamento Associazioni No Inceneritore, che ha rimarcato l'assurdità logistica e ambientale di localizzare un simile impianto in una valle già profondamente martoriata, lontano dai flussi principali di produzione dei rifiuti (come Genova). Ha inoltre evidenziato il grave rischio di mettere una partita così delicata interamente in mano ai privati, una modalità che difficilmente potrà portare benefici reali ai cittadini e alla collettività. L'analisi scientifica è stata poi affidata al Prof. Hans Jorg Moebius, che ha analizzato la pericolosità delle sostanze emesse da un impianto di incenerimento sia sull'ambiente sia sull'uomo, con un particolare riferimento ai danni potenziali per le colture agricole di qualità che caratterizzano il Monferrato e le Langhe.
Il rilancio della linea di fermezza della città di Acqui Terme
È stata poi la volta del Sindaco di Acqui Terme, Danilo Rapetti. Il primo cittadino ha ringraziato calorosamente tutti i partecipanti ed ha elogiato pubblicamente l'Associazione Rinascita per la forza e la determinazione con cui porta avanti da tantissimi anni le iniziative sul territorio. Rapetti ha sottolineato come, con la strategia adottata sino ad oggi, le associazioni abbiano saputo dimostrare una vera e propria lotta di civiltà: una mobilitazione non violenta, ma non per questo meno determinata. Il Sindaco ha rimarcato che il "No" all'inceneritore (sia esso a Cengio o a Cairo) è un NO assoluto e non negoziabile, evidenziando come tutto lo sforzo che la Valle ha fatto e sta facendo per lo sviluppo turistico non possa in alcun modo essere vanificato da un progetto di questo tipo.
La voce dei comitati e i futuri passi della protesta
Subito dopo è intervenuta Daniela Prato, portavoce del Coordinamento No Inceneritore in Valle Bormida, che ha descritto dettagliatamente le iniziative e le tappe di mobilitazione effettuate sino ad ora tra Liguria e Piemonte, delineando i piani e le azioni previste per il futuro per mantenere alta l'attenzione.
Gli interventi dei rappresentanti istituzionali e dei Sindaci
La serata ha visto un susseguirsi di importanti interventi da parte del mondo politico e amministrativo delle due regioni coinvolte:
Jan Casella (Consigliere Regionale Liguria - AVS): Ha ringraziato i comitati e le amministrazioni che si stanno mobilitando con coraggio e coerenza. Ha definito "immorale" anche solo immaginare di impiantare una struttura del genere in una terra di dolore e sofferenza che ha già subito oltre 100 anni di gravissimo inquinamento industriale.
Domenico Ravetti (Vicepresidente Consiglio Regionale Piemonte - PD): Ha espresso massima vicinanza alla causa, impegnandosi formalmente a chiedere il sostegno a tutti i gruppi consiliari regionali. Ha annunciato che la prossima settimana presenterà un apposito Ordine del Giorno per impegnare direttamente il Presidente della Giunta Regionale piemontese su questa complessa vicenda.
Roberto Bodrito (Già Sindaco di Cortemilia, delegato Provincia di Cuneo - Osservatorio Valle Bormida): Ha ribadito la netta posizione del versante cuneese, ricordando che i Comuni dell'Alta Langa hanno già formalmente deliberato contro l'inceneritore in Valle Bormida. Una scelta condivisa anche dall'Unione dei Comuni del Barolo, che hanno approvato analoghe delibere contrarie. Anche le associazioni sindacali del mondo agricolo cuneese e l'ACA di Alba (Associazione Commercianti Albesi) si sono espresse senza mezzi termini contro l'inceneritore.
Gigi Gallareto (Sindaco di Monastero Bormida): Ha ricordato l'importance cruciale della partecipazione popolare, esortando a coinvolgere sempre più persone in questo percorso assolutamente giusto di contrasto all'impianto, esprimendo contrarietà totale sia per l'ipotesi di Cengio sia per quella di Cairo Montenotte.
Alice Ravinale (Consigliera Regionale Piemonte - AVS): Ha preso la parola per ribadire la posizione ferma e coerente di Alleanza Verdi e Sinistra nel dire "No" all'inceneritore.
Roberto Molinaro (Sindaco di Cosseria): Ha analizzato i dati e snocciolato le percentuali di produzione dei rifiuti in Liguria. Dai numeri emerge chiaramente come il problema principale della produzione dei rifiuti sia concentrato su Genova: la questione deve quindi trovare soluzione lì, partendo da un serio e drastico aumento della raccolta differenziata, senza gravare su altri territori già martoriati come Cairo Montenotte o Cengio.
La serata è proseguita con numerosi e accorati interventi da parte del pubblico presente in sala, che hanno confermato la compattezza e la determinazione della comunità locale fino a fine serata. La vigilanza sull'ex Acna e sulle minacce industriali a Cairo Montenotte rimarrà altissima; le mobilitazioni proseguiranno in modo ancora più sinergico e serrato nelle prossime settimane.













