“Metà stipendio restituito ai titolari, decine di persone stipate in un alloggio, dispositivi di protezione affittati ai dipendenti, nessuna formazione, ricatti quotidiani e minacce di ritorsioni. In un’unica parola: caporalato. Emerge un quadro sconcertante dall’indagine dei carabinieri sul cantiere di Vado Ligure per la costruzione dei cassoni per la nuova diga foranea nel porto di Genova. Le istituzioni, a partire dalla Regione, devono rispondere con fatti concreti a questo scandalo, che dimostra lo sfruttamento di cui sono state vittime i lavoratori impegnati in un’opera pubblica”.
Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Jan Casella, consigliere regionale di AVS e vicepresidente della Commissione regionale Lavoro, chiedono una presa di posizione al presidente regionale Marco Bucci nel suo ruolo di commissario straordinario per la realizzazione della nuova diga foranea.
“Le irregolarità evidenziate dall’inchiesta, già denunciate in passato dalla Fillea Cgil, sono troppo gravi ed evidenti per essere ignorate da chi ha il dovere di vigilare sull’appalto. Ogni silenzio, su questo genere di condotta, può diventare una sorta di complicità politica. Per questo, convocheremo il commissario straordinario Bucci in Commissione Lavoro per chiedere il ripristino della legalità nel cantiere di Vado e per garantire i necessari ammortizzatori sociali per i lavoratori danneggiati da questa drammatica storia. Ovviamente auspichiamo che le autorità di controllo prendano severi provvedimenti verso le società che hanno organizzato e favorito questo infernale meccanismo di sfruttamento a danno dei lavoratori” dichiarano Candia e Casella.





