Attualità - 29 giugno 2026, 10:47

Varazze, cantiere fermo su Piazza Vittorio Veneto, la rabbia dei residenti: "Vogliamo una revisione del progetto"

Verrà effettuato un ricorso al Tar. Le critiche dei consiglieri Cerruti e Robello

"È una gestione che ha dell'incommentabile. Un cantiere così in un'altra cittadina non è gestibile". Inizia così lo sfogo di Francesco Festa, ingegnere milanese proprietario di un appartamento in Piazza Vittorio Veneto a Varazze, l'area da mesi al centro delle polemiche per il progetto di restyling che aveva ottenuto un finanziamento dal Fondo Strategico Regionale di 1 milione e 269mila euro.

Lo scorso 22 maggio la piazza varazzina era stata transennata e sono iniziate le prime demolizioni ma poi dopo qualche giorno il cantiere si è fermato. Scatenando la rabbia dei residenti.  Ma a preoccupare è il progetto stesso, tanto da portare lo stesso Festa a effettuare diversi accessi agli atti e a dar vita ad un ricorso al Tar.

*Non è un ricorso da 'talebani', sono anni che chiediamo una riasfaltazione, un riabbellimento con qualche siepe e fiori. Il progetto però prevede di inserire più di 1000 piante in 25 per 25 metri in un buco di piazza, secondaria e non nel centro storico. Ho chiesto l'accesso agli atti, l'ho avuto e pensavano probabilmente che essendoci migliaia di pagine mi sarei fermato e invece le ho lette tutte. Ci sono molti punti che fanno discutere e con altri cittadini andremo avanti. Vogliamo una revisione del progetto".

"È un'opera che in noi consiglieri genera forti dubbi di rispondenza al d.lgs. 36/2023 riguardo l' efficienza e l'economicità a cui deve soddisfare una qualsiasi opera pubblica. Dubbi precisati e dettagliati, esposti da più di un anno in tutte le sedi istituzionali competenti, (Comune e Regione), con richiesta di consiglio comunale da parte del nostro gruppo lo scorso luglio, nel quale non abbiamo potuto interloquire con progettisti e artista e tantomeno hanno risposto alle nostre domande - ha detto il consigliere di "Varazze Domani" Gianantonio Cerruti - Subito dopo è eseguita una richiesta di commissione consiliare di indagine, prevista dal nostro regolamento, non concessa dal presidente del consiglio comunale e senza motivazioni convincenti: '..parrebbe che il tema non riguardi gli aspetti politico-amministrativi bensì tecnico-gestionali'. In sostanza l'amministrazione rifugge la questione e non ha mai voluto approfondirla. Oltre al costo delle opere, anche gli oneri professionali ci paiono spropositati nel quadro economico poiché fronte ad un importo lavori di 646.621,74 euro (a cui si aggiunge Poseidone per 341.000 euro), nel quadro economico ci sono 107.848,00 euro di oneri per la progettazione e 91.797,68 euro per la direzione lavori".

"Siamo ancora in attesa di parte del progetto esecutivo e dei disciplinari di incarico richiesti per approfondire anche questa questione e, come ben sapete, abbiamo grossissime difficoltà a reperirli da parte della gestione (ci manda 4 allegati al mese), nonostante sia un nostro diritto inviolabile l'accesso agli atti amministrativi - ha concluso Cerruti - Poi non dimentichiamo che noi non siamo contro la riqualificazione, ben venga e abbiamo anche fatto proposte costruttive di modifica del progetto, ma i costi devono essere quelli parametrizzati per opere simili (circa un terzo di quelli visti), altrimenti si sperperano risorse pubbliche con possibili danni erariali a carico di comune e Regione Liguria".

"Cari cittadini, se volevate capire qual è la differenza tra amministrare una città per i cittadini e amministrarla per mantenere la propria sedia, eccola qui.
Oggi Piazza Vittorio Veneto si presenta come un campo di battaglia: detriti, lampioni abbattuti, lavori fermi e residenti costretti a convivere con un cantiere abbandonato nel cuore della città, in piena stagione estiva. Ma non preoccupatevi - ha continuato il consigliere di opposizione Giacomo Robello - C'è da scommettere che, come per altre opere ferme da anni, verso la fine dell'anno assisteremo a una miracolosa ripartenza dei lavori. Gli operai torneranno, i mezzi ricompariranno, i cantieri riprenderanno ritmo e in primavera arriveranno inaugurazioni, fotografie, sorrisi e dichiarazioni di soddisfazione".

"Guarda caso proprio a ridosso delle elezioni amministrative. Nel frattempo restano lì la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, ferma e senza spiegazioni, la strada della Mulaiea, grande incompiuta da 10 anni a Casanova, Piazza Vittorio Veneto, la.passeggiata di Levante, l'Invidia e alcune altre opere che non sto nemmeno ad elencare, tutte accomunate da una caratteristica: tempi infiniti e risultati che sembrano seguire più il calendario elettorale che le esigenze della città. La cosa più grave è che tutto questo accade mentre Varazze vive la stagione in cui dovrebbe mostrarsi al meglio. Lasciare la città in queste condizioni durante l'estate non è soltanto un disagio per i residenti: è un pessimo biglietto da visita per i turisti, per le attività economiche e per l'immagine stessa della nostra comunità.
Ma evidentemente questo aspetto non interessa a chi oggi governa la città" continua il consigliere di minoranza.

"Perché chi amministra per i cittadini realizza le opere 'quando servono' ai cittadini.  Chi amministra per mantenere il consenso tende invece a far coincidere lavori, inaugurazioni e passerelle con il momento in cui si avvicina il voto - specifica Robello - Varazze merita di più. Merita programmazione, trasparenza, rispetto dei tempi e rispetto dei cittadini. Non cantieri eterni che si risvegliano improvvisamente soltanto quando arriva il momento di chiedere nuovamente fiducia agli elettori".

I lavori, che dovrebbero concludersi secondo il cronoprogramma entro il 2026, riguarderanno la trasformazione dell’area in una piazza verde, moderna e funzionale, e l’allargamento dei marciapiedi sull’Aurelia fino all’incrocio con Via Fazio.

Il progetto prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche con l’eliminazione della scalinata attualmente presente e la creazione di un attraversamento pedonale per migliorare il collegamento diretto con la passeggiata a mare. Verranno allargati i marciapiedi lungo la Via Aurelia per garantire maggiore accessibilità e per rendere più fruibili gli spazi di fronte agli esercizi commerciali.

La piazza verrà trasformata con l’inserimento di nuove alberature, aree vegetali diffuse, spazi di sosta e relax, arredi urbani intelligenti, illuminazione smart e sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane, prevenendo che si riversino in Via Coda in caso di forti piogge.

IL PROGETTO

L'amministrazione comunale aveva deciso di riqualificare lo spazio urbano nel quartiere San Nazario.

Tra gli obiettivi anche la creazione di un attraversamento pedonale tra la piazza e la passeggiata di Viale Paolo Cappa con il posizionamento di un attraversamento pedonale smart a chiamata. È stato previsto l'ampliamento del marciapiede nel lato delle attività commerciali di via Torino.

Attualmente si presenta come uno spazio pedonale, asfaltato, con un'aiuola baricentrica ed una illuminazione pubblica precaria.

L'area risulta con una pavimentazione che indirizza le acque piovane anche nel percorso di via Coda che lamenta, per una sua naturale collocazione problematiche di smistamento delle stesse nei condotti già esistenti. Per questo verrà risolta la criticità sulla regimentazione.

Verrebbe quindi ampliato il percorso pedonale di via Colombo, lato centro storico e la possibilità di realizzare nuovi e più ampi dehors a servizio delle attività commerciali; l'utilizzo di arredi urbani già presenti nella passeggiata a mare e nel recente intervento di ponente con lo scopo di fornire unitarietà alla visione d’insieme della città; scelta di utilizzare la stessa pavimentazione lapidea del lungomare per la sola piazza con lo scopo di inserirla come sua naturale porzione; l'attenzione sarà posta per il superamento delle barriere architettoniche con lo scopo di consentire l’accesso al sito anche alle categorie protette.

È stato inoltre scelto il verde, la Poseidonia verde, da posizionare nell'area. In totale 19 alberi, 47 grandi arbusti/cespuglioni, 976 arbusti e tappezzanti per complessive 1042 piante.

Sarà realizzato un impianto fotovoltaico integrato nella pensilina bus presente e migliorata con lo scopo di incamerare ed utilizzare energia pulita per l’illuminamento e per i servizi di ricarica e connessione alla rete per cellulari e tablet tramite wi-fi (l'amministrazione dovrà decidere se optare o meno per questa ipotesi) così come sulle nuove panchine. Saranno presenti anche delle telecamere.

Il cantiere era previsto che partisse entro la fine del 2025, con la fine dei lavori entro la fine del 2026.

Non erano mancate le critiche in consiglio comunale con il gruppo di opposizione "Varazze Domani" che aveva richiesto una costituzione di una commissione d'indagine sul progetto "per poter verificare la regolarità degli atti alla base del finanziamento regionale e dei documenti in esso contenuti, le eventuali responsabilite dei soggetti coinvolti e i rischi per l'Ente". Era stata anche avviata una petizione. 

L'OPERA DEL "POSEIDONE SURFISTA" 

Il Comune nei mesi scorsi aveva affidato un incarico di consulenza esterna allo storico dell'arte con indirizzo artistico Marco Franzone per la valutazione dell'installazione artistica. L'amministrazione aveva infatti inviato una richiesta all'artista Teo Martino per realizzare un'opera scultorea in marmo bianco.
Era stata prevista una statua di un Poseidone "surfista" in infradito con gli occhiali e con il berretto e verrà posizionata a lato della piazza. L'opera denominata "Nettuno mi può giudicare" sarà di più di due metri di altezza per un totale con il basamento di 3 metri e mezzo e verrà realizzata in tre pezzi. La spesa complessiva doveva attestarsi sui 326mila euro (dagli ultimi atti ufficiali sarebbero stanziati 294mila euro per l'acquisto del l'elemento scultoreo compresa l'Iva al 5%). 
L'affidamento dei lavori per l'opera artistica seguirà quindi un procedimento dedicato, nel rispetto delle disposizioni in materia di affidamenti di opere d’arte, considerata la specificità e la natura autonoma della proposta.

"A supporto dell’attività istruttoria e in un’ottica di massima trasparenza, si ritiene di acquisire una perizia tecnica di congruità sull’offerta realizzativa ed economica presentata dall’artista, al fine di confermare la coerenza del progetto già validato e fornire un ulteriore elemento oggettivo a garanzia dell’Ente - veniva spiegato nella determina dirigenziale - Ritenuto, pertanto, necessario acquisire un supporto valutativo esterno da un professionista esperto in arte al fine di acquisire un giudizio critico sull'opera (statua in marmo di Teo Martino), in merito all’inquadramento dell'Artista e alla conformità dell'opera agli standard di rilievo pubblico, nonché un’analisi della coerenza e dell'armonizzazione dell'installazione artistica con il progetto complessivo di riqualificazione urbana della Piazza Vittorio Veneto, con specifico riguardo al contesto storico e alla percezione pubblica. Considerato che tale consulenza artistica, per l'elevato contenuto tecnico-artistico delle questioni da trattare, rientra nella categoria dei servizi di cui è indispensabile l'affidamento ad un professionista di comprovata e specifica competenza in materia".

Luciano Parodi

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