Celleclassica è un festival di musica classica e contemporanea. Nato il primo settembre 2023 da una solida collaborazione tra il Comune di Celle Ligure, la Proloco e la direzione artistica di Federico Bricchetto, il progetto ha ottenuto una notevole accoglienza per tre edizioni consecutive. La quarta edizione rinnova il proprio impegno nel valorizzare il patrimonio musicale e nel promuovere nuove esperienze di ascolto.
Il festival propone un ampio spazio dedicato alla musica del Novecento, senza però trascurare i repertori delle altre epoche. Inoltre, in ogni serata verrà eseguita almeno un’opera di un compositore contemporaneo, con l’obiettivo di far conoscere anche la musica che viene creata nel nostro tempo.
L’evoluzione e il rinnovamento del progetto sono stati possibili anche grazie al prezioso contributo degli sponsor: sette attività locali che hanno scelto di investire nella cultura e di contribuire alla valorizzazione di uno dei borghi più belli d’Italia.
Dal 3 luglio al 29 agosto, tra la Sala Arecco e il Teatrino Comunale, il festival proporrà sei appuntamenti con interpreti italiani e internazionali di primo piano. La rassegna, come di consueto, propone moltissimo repertorio del Novecento e contemporaneo, senza però dimenticarsi delle altre epoche.
Ad ogni concerto verrà eseguita almeno un’opera di un compositore in attività, quali György Kurtág (*1926), di cui quest’anno si celebra il centenario, Tristan Murail (*1947), Marco Momi (*1978), Thierry Escaich (*1965).
Venerdì 3 luglio inaugura la stagione il pianista Dmitry Batalov, pluripremiato al Concorso pianistico di Orléans (2020), con l’integrale degli Études di Claude Debussy e dei microludes di György Kurtág. Pianista di grandi ricercatezza e talento, condurrà il pubblico attraverso uno dei lavori più complessi, e di raro ascolto, del repertorio pianistico. I Douze Études di Debussy trasformano l'esercizio tecnico in un laboratorio di colori, timbri e invenzioni armoniche di straordinaria modernità.
Il giorno dopo, sabato 4 luglio si prosegue nell’insegna della musica francese, con il recital del Duo Ignea, formato dalla flautista Rebecca Blau e la pianista Zane Rubesa. Un interessante programma dedicato all’epoca del flauto d’oro francese, tra impressionismo, modernità e sperimentazioni. Con pagine di Lili Boulanger, Claude Debussy, Jacques Ibert, Tristan Murail e Francis Poulenc.
Sabato 25 luglio ad esibirsi sarà il direttore artistico del festival, il pianista Federico Bricchetto, con un omaggio al grande compositore György Kurtág, di cui quest’anno si celebre il centenario. Bricchetto eseguirà una lunga selezione di Játékok (Giochi), miniature poetiche dalla massima concentrazione espressiva. La raccolta pianistica, che il compositore ha iniziato a scrivere nel 1973 e continua ad arricchire ancora oggi, rappresenta un laboratorio creativo in cui il gesto, la scoperta e la libertà espressiva diventano elementi centrali dell'esperienza musicale. Seguirà un intervento a quattro mani, con la partecipazione della pianista italo giapponese Elena Chiavegato. I due pianisti proporranno alcune commoventi trascrizioni di Kurtág da cantate di J. S. Bach. “Volevo legare presente e passato” afferma Bricchetto.
Sabato 8 agosto la scena si sposta nel centro storico, nel Teatrino Comunale. L’anfiteatro si trasformerà in un mega set delle più svariate percussioni, per ospitare il recital di Matteo Savio. In programma pagine di Iannis Xenakis, Marco Momi, Kevin Volans e Franco Donatoni, che esplorano le molteplici possibilità espressive dello strumento, alternando forza primordiale, raffinatezza del gesto e intensa concentrazione d’ascolto. Appuntamento insolito, che ha l’intenzione di rendere omaggio all’affascinante mondo della percussione contemporanea, calato in uno spazio non convenzionale e pittoresco, tra i palazzi storici di Celle.
Venerdì 28 agosto ad esibirsi sarà il Trio Kobalt, di recente insignito del prestigioso premio Abbiati della Critica Nazionale come migliore gruppo da camera. Il Trio, formato dalla violinista Irené Fiorito, dal violoncellista Lorenzo Guida e dal pianista Riccardo Ronda, attivo in una prestigiosa carriera internazionale, debutta a celleclassica con un programma comprendente opere di Bohuslav Martinů, Thierry Escaich e Dmitri Shostakovich. All'interno del programma, il brano Scènes d’enfant au crépuscule di Escaich svolge un ruolo di ponte tra il lirismo tormentato del Trio n. 2 di Šostakovič e l'energia ritmica del Trio n. 2 di Martinů, offrendo una prospettiva contemporanea che dialoga con la tradizione senza rinunciare a una voce personale e riconoscibile.
Chiude la stagione, sabato 29 agosto, il pianista Daniele Martinelli, vincitore del Premio Venezia, elogiato dal Corriere come “una delle promesse più cristalline del pianoforte in Italia”. Esibitosi in sale prestigiose come il Teatro alla Scala, debutta a celleclassica, contribuendo al prestigio della stagione, con un programma comprendente la Fantasia di Robert Schumann, una selezione di Játékok di György Kurtág e la Sonata op. 111 di Beethoven, ultimo capolavoro pianistico del compositore, opera di eccezionale forza espressiva che guarda oltre i confini del proprio tempo.
"Vorrei esprimere la mia sincera gratitudine all’amministrazione comunale, alla Fondazione De Mari e a tutti gli sponsor che, con il loro prezioso sostegno, hanno reso possibile la realizzazione della quarta edizione. La loro fiducia e sensibilità verso la cultura rappresentano un contributo fondamentale alla crescita di questo progetto, e del territorio. Si ringraziano inoltre tutte le artiste e tutti gli artisti che hanno creduto in questa manifestazione, e che hanno contribuito, con la loro arte, ad impreziosire uno dei borghi più belli d’Italia" dice Federico Bricchetto.
Riflessioni del direttore artistico: “In un’epoca in cui l’innovazione tecnologica ridefinisce continuamente i confini del possibile, credo sia ancora più necessario investire in ciò che è irriducibilmente umano. La musica classica rappresenta uno dei patrimoni culturali più preziosi della nostra civiltà. Non è soltanto un’eredità da conservare, ma una pratica viva, che continua a rinnovarsi attraverso il lavoro quotidiano di musicisti, insegnanti e istituzioni. Custodire e valorizzare la musica significa, oggi più che mai, custodire una parte essenziale della nostra identità umana. Non si tratta di un gesto nostalgico, ma di una scelta strategica: significa investire nelle facoltà più alte dell’essere umano, nella sua creatività, nella sua memoria e nella sua irripetibile capacità di dare significato al mondo.” (Federico Bricchetto)











