A pochi giorni dall’inizio della stagione balneare, nel Compartimento marittimo di Savona si è recentemente conclusa l’operazione nazionale di polizia ambientale denominata “Clean Water 2.0”, con ottimi risultati. L’operazione ambientale si è svolta nel periodo dal 12 gennaio 2026 al 24 maggio e ha interessato l’intero Compartimento marittimo di Savona.
Il personale della Capitaneria di Porto di Savona, unitamente al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Loano e dell’Ufficio Locale Marittimo di Varazze, ha effettuato ispezioni nell’ambito di tutta la provincia savonese.
Gli obiettivi dell’operazione, fissati dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e impartiti a livello regionale dal Centro Controllo Ambientale della Direzione Marittima della Liguria di Genova, sono stati: la tutela dell’ambiente marino e costiero, mediante mirate attività di controllo degli scarichi idrici presenti sul territorio di competenza e di vigilanza per la prevenzione e la scoperta di fenomeni illeciti; il mantenimento e il miglioramento delle capacità operative sia del personale sia dei mezzi impiegati in questo tipo di attività.
Durante l’attività in questione sono stati ispezionati scarichi reflui industriali, cantieri navali, depositi costieri, impianti portuali, depuratori industriali, distributori di carburanti, autolavaggi, lavanderie, scarichi reflui urbani e depuratori comunali.
Circa 40 ispezioni sono state eseguite; durante le quali sono stati accertati complessivamente 2 illeciti penali, notificati alla competente Procura della Repubblica di Savona, e 7 illeciti amministrativi, sanzionati con altrettanti verbali per un ammontare complessivo di 22mila euro.
La Capitaneria di Porto informa, inoltre, che continua incessante l’attività di vigilanza in mare lungo il litorale savonese, allo scopo di rinvenire attrezzature da pesca posizionate anche nella zona riservata alla balneazione e prive della dovuta segnalazione diurna e notturna, ovvero di bandierine e segnalamenti luminosi. L’ultima operazione, risalente al recente fine settimana, ha permesso di rimuovere attrezzature che danneggiano l’habitat marino e risultano pericolose perché non segnalate nello specchio acqueo prospiciente il Comune di Albissola.



























