Demolire l'ex hotel Royal e ricostruirlo con una volumetria dimezzata, destinandolo interamente a edilizia residenziale. È la proposta che il capogruppo di minoranza Mario Carrara porterà all'attenzione del Consiglio comunale di Pietra Ligure attraverso una mozione che punta a individuare una nuova linea guida per il recupero dei grandi alberghi dismessi.
Al centro dell'iniziativa c'è lo storico edificio di via Matteotti, chiuso dal 2006 e da allora in stato di abbandono. Secondo Carrara, il Royal rappresenta oggi "il caso più evidente" di una scelta urbanistica del passato che necessita di essere ripensata.
"Se una persona va al Colle del Melogno e guarda verso la costa - osserva il consigliere - può riconoscere Pietra Ligure perché dalla massa dei palazzi emerge la sagoma di quello che era l'hotel Royal. Un edificio enorme, costruito nel 1960 in deroga a tutto, parallelo alla linea di costa e con dieci piani, in netto contrasto con il tessuto urbano circostante".
Carrara ricorda che la deroga ministeriale fu concessa esclusivamente perché destinato a struttura alberghiera, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo turistico e occupazionale della città. "Finché l'albergo è rimasto aperto ha garantito lavoro a 30-40 persone, ma dopo la chiusura non è mai stato recuperato". Negli anni, aggiunge, la proprietà ha tentato di trasformarlo in appartamenti, ma Comune, Tar e Consiglio di Stato hanno sempre confermato il vincolo alberghiero.
Il capogruppo ritiene però che, dopo quasi vent'anni di inattività, sia necessario affrontare la questione da una prospettiva diversa. "Il problema principale non è più il mantenimento a tutti i costi della destinazione alberghiera, ma l'abnormità dell'edificio. Se il Royal non sarà più un albergo, quelle dimensioni lo consacrerebbero semplicemente come un ecomostro nel centro della città".
Da qui la proposta: consentire, per gli edifici nati come alberghi o autorizzati con "deroga alberghiera" e con volumetria superiore ai 6.000 metri cubi, la demolizione e la ricostruzione esclusivamente come edilizia civile, purché il nuovo edificio non superi il 50% della cubatura originaria.
Nel caso del Royal, che sviluppa circa 13-14 mila metri cubi, la ricostruzione sarebbe quindi limitata a circa 7.000 metri cubi. "Sarebbe un'opportunità e non un obbligo - precisa Carrara -. Resterebbe comunque possibile la ristrutturazione dell'immobile mantenendo la ripartizione del 50% tra albergo e residenziale prevista dall'attuale impostazione".
Secondo il consigliere, una soluzione di questo tipo consentirebbe anche di realizzare un'autorimessa adeguata, sfruttando il sottosuolo dell'edificio e dell'area di pertinenza, superando una delle principali criticità che hanno sempre caratterizzato l'ex hotel.
Carrara richiama inoltre il recente intervento sull'ex hotel Capri, demolito e in fase di ricostruzione come edificio residenziale, sostenendo che l'amministrazione abbia già consentito un'operazione simile. "In una città che da oltre vent'anni è priva di piano regolatore e di regole urbanistiche aggiornate - afferma - è necessario individuare criteri chiari che rappresentino un'opportunità per imprenditori e comunità, correggendo le eredità urbanistiche del passato".
La mozione chiede quindi al Consiglio comunale di recepire questo principio come indirizzo per il nuovo Piano urbanistico comunale e, nelle more della sua approvazione, come criterio guida nella valutazione delle pratiche relative agli alberghi di grandi dimensioni.





