«La cosiddetta “priorità assoluta” sbandierata dal sindaco Fasano e dall’assessore Maineri suona, nei fatti, come l’ennesimo slogan buono per i comunicati, ma privo di riscontri concreti sul territorio». È la dura replica di Luigi Giordano alle dichiarazioni del sindaco di Ceriale Marinella Fasano e dell’assessore alla Polizia Locale Eugenio Maineri sui recenti episodi di criminalità registrati nel centro cittadino e la richiesta di convocazione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Nel suo intervento, Giordano contesta l’impostazione dell’amministrazione e la tempistica delle misure annunciate: «Altro che intervento tempestivo, qui si rincorrono i problemi quando ormai sono evidenti a tutti, cercando poi di coprirli con dichiarazioni di principio e richiami istituzionali che non incidono sulla realtà quotidiana dei cittadini - si legge nella nota -. La richiesta di convocazione viene venduta come un risultato, quando è semplicemente un passaggio ordinario che si attiva quando la situazione è già degenerata. Più che prevenzione, è gestione tardiva dell’emergenza».
Il consigliere di minoranza interviene inoltre sulla lettura data dall’Amministrazione rispetto agli episodi recenti. «Parlare di “episodi circoscritti” è un tentativo maldestro di ridimensionare un fenomeno che, proprio perché si ripete, non è più episodico. È il segnale di un controllo che non funziona e di una strategia che non c’è. E quando mancano le risposte, ecco il solito copione: chi denuncia i problemi viene accusato di “sciacallaggio politico”. Un modo comodo per evitare il confronto e spostare l’attenzione dalle responsabilità amministrative».
Nel mirino anche le misure annunciate dal Comune, tra cui “zone rosse” e potenziamento dei controlli. «Le “zone rosse”, l’aumento degli straordinari e i controlli rafforzati sono promesse che arrivano sempre dopo i fatti, mai prima. Non è programmazione, è reazione».
Infine, Giordano richiama il ruolo delle forze dell’ordine e chiude con un affondo politico. «Ringraziare le forze dell’ordine è doveroso, ma non basta a nascondere l’assenza di una visione. La sicurezza non si garantisce con i comunicati, ma con scelte amministrative concrete e continuative. La verità è che oggi a Ceriale si governa per difendere la propria immagine oscurata dai cambi di casacca mentre i problemi restano. Chiacchiere molte. Fatti, ancora troppo pochi».